Lo SPID a pagamento sarà realtà per alcuni operatori che faranno pagare i consumatori che utilizzano il Sistema Pubblico di Identità Digitale per accedere e fruire dei servizi messi a disposizione dalla Pubblica Amministrazione, in molti casi però è ancora gratuito.
Infatti, Aruba ha da poco annunciato che gli utenti che utilizzano lo SPID tramite il loro servizio dovranno pagare 4,90 euro all’anno più IVA per continuarne ad usufruirne, mentre dal 28 luglio 2025 il costo relativo all’uso dell’Identità Digitale sarà pari a 5,98 euro annui compresa l’IVA per chi ne fruisce con Infocert.
Per chi non volesse pagare questi importi, si può non rinnovare il servizio di SPID e passare ad un operatore che lo eroga in forma gratuita senza pagare un euro per il cambiamento da effettuare, ma non è scontato che altri seguano l’esempio di Aruba ed Infocert, chiedendo un esborso per continuare a beneficiarvi.
Consumatore.it è contrario allo SPID a pagamento e fa notare che i cittadini spesso si trovano a dover affrontare i ritardi della Pubblica Amministrazione, considerando quindi sbagliata la richiesta di corresponsione di una quota annuale per continuare ad usare il servizio.

Cos’è lo SPID?
Lo SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) è un sistema che consente ai cittadini italiani di accedere ai servizi online della Pubblica Amministrazione e di enti privati aderenti, utilizzando un’unica identità digitale. Composto da un nome utente e una password, lo SPID garantisce l’accesso sicuro e certificato a piattaforme come INPS, Agenzia delle Entrate, Fascicolo Sanitario Elettronico, università e molti altri portali.
Lo SPID è gratuito e può essere richiesto a uno degli Identity Provider accreditati, presentando un documento d’identità valido e il codice fiscale. Questo servizio è disponibile in tre livelli di sicurezza, a seconda della sensibilità del servizio da utilizzare e dai dati che sono richiesti.
L’obiettivo dello SPID è semplificare i rapporti tra cittadini, imprese e amministrazioni, favorendo la digitalizzazione dei servizi pubblici. Dal 2021, lo SPID è diventato uno strumento chiave per l’accesso digitale in Italia, insieme alla CIE (Carta d’Identità Elettronica).
Gli operatori che hanno annunciato il passaggio allo SPID a pagamento hanno voluto ricordare che averlo garantito in forma gratuita per dieci anni ha contribuito allo sviluppo del processo di digitalizzazione della Pubblica Amministrazione italiana.
Quali sono i vantaggi dello SPID?
Lo SPID offre numerosi vantaggi sia ai cittadini che alle imprese, semplificando l’accesso ai servizi digitali. Il principale beneficio è la comodità: con un’unica identità digitale si può accedere a moltissimi servizi online della Pubblica Amministrazione e di enti privati, senza dover ricordare credenziali diverse per ogni portale.
Un altro vantaggio è la sicurezza. Lo SPID garantisce un accesso protetto grazie a sistemi di autenticazione avanzati, come la verifica in due passaggi, riducendo il rischio di furti d’identità o accessi non autorizzati, anche se la CIE prevede una maggiore protezione con più livelli di riconoscimento.
Lo SPID è gratuito per i cittadini e può essere attivato in modo semplice, anche da remoto. Inoltre, lo SPID promuove l’inclusione digitale, rendendo i servizi accessibili a chiunque abbia una connessione internet, riducendo il divario tra chi può e chi non può interagire con la burocrazia online.
Infine, lo SPID favorisce la digitalizzazione, semplificando la burocrazia e rendendo più efficienti i rapporti con enti pubblici e privati. Grazie a questo servizio, i consumatori possono consultare referti medici, iscriversi a concorsi, richiedere bonus e certificati anagrafici, pagare tributi, controllare i cedolini di stipendi e pensioni, accedere alla dichiarazione dei redditi precompilata e chiedere il cambio del medico di base.

SPID a pagamento o gratuito?
Lo SPID a pagamento scelto da alcuni operatori che hanno annunciato imminente il cambiamento agli utenti è dovuto alla scadenza nel mese di luglio della convenzione tra Stato e fornitori che consentiva di rendere gratuito tale servizio. Questi gestori privati vogliono in questo modo coprire i costi operativi e di manutenzione del sistema.
Infatti, il Governo sta cercando di intervenire, sbloccando quaranta milioni di euro stanziati a marzo, previsti dal PNRR, e che dovrebbero servire per scongiurare il passaggio allo SPID a pagamento per gli operatori che facevano parte dell’accordo istituzionale.
Allo stesso tempo, bisogna ricordare che ben il settanta per cento degli italiani utilizzano lo SPID con il servizio di Poste Italiane che non cambierà idea e continuerà a fornire ai consumatori questo metodo per accedere ai servizi pubblici senza chiedere un euro.
Coloro che non volessero pagare lo SPID possono disdire il servizio e passare a operatori che lo concedono in forma gratuita, oppure effettuare comunicazioni e richieste alla Pubblica Amministrazione utilizzando la CIE, la Carta d’Identità Elettronica.
Come disdire lo SPID a pagamento
Prima di comprendere come disdire lo SPID degli operatori che lo concederanno solo a pagamento, bisogna precisare che i clienti di questi fornitori riceveranno una comunicazione, se non si esprime il consenso l’Identità Digitale non si pagherà ma non la si potrà più utilizzare. A questo punto si può decidere di recedere dal contratto stipulato con uno degli operatori che porteranno lo SPID a pagamento, inviando, tramite PEC o raccomandata A/R presso i recapiti reperibili sui siti web dei gestori privati, una comunicazione scritta che precisa la volontà di non fruire più dei servizi offerti e di annullare l’accordo in essere.
In questo modo, si potrà evitare di pagare lo SPID passando ad un operatore offre questo servizio gratuitamente, senza dover riconoscere alcun costo aggiuntivo per cambiare il proprio fornitore per accedere a dati e documenti messi a disposizione dalla PA, comunicando ad esempio con INPS, Agenzia delle Entrate, Fascicolo Sanitario Elettronico e piattaforme comunali e regionali.
La maggior parte degli operatori privati che forniscono il servizio di SPID ai cittadini lo offrono in forma gratuita, come ad esempio Namirial, Sielte o Intesa, farlo passare a pagamento significherebbe far diventare lo SPID un prodotto commerciale un metodo di accesso ai servizi pubblici, il Governo lo vuole sostituire con la CIE.
Il nostro team di legali è al fianco degli utenti per contestare il passaggio dello SPID a pagamento per evitare un ulteriore costo aggiuntivo da pagare per poter fruire ad un servizio che dovrebbe essere pubblico. Compila il form o chiama il numero verde per avere l’assistenza dei nostri professionisti in caso di problemi con i servizi pubblici e la PA. Puoi anche iscriverti alla nostra newsletter a pagamento per ricevere contenuti esclusivi sul mondo dei consumi e leggere gli articoli free della redazione su argomenti riguardanti abitazioni e locazioni, assicurazioni, banche, privacy e dati personali, salute e sanità, servizi pubblici e amministrazione, turismo e trasporti, utenze e bollette. Entra a far parte della nostra community e fornisci la tua opinione, anche sul tema dello SPID a pagamento.

