Slitta al primo ottobre 2025 l’entrata in vigore della Legge sulla Shrinkflation in favore dei consumatori e che doveva essere applicata già dal primo aprile, ma per evitare la procedura di infrazione da parte dell’Unione Europea a causa di errori di scrittura delle disposizioni contenuti nel decreto Milleproroghe, si è deciso per la posticipazione degli obblighi previsti, al fine correggerla.
Infatti, questa norma era stata introdotta e pronta ad andare a regime ad inizio primavera, fornendo una garanzia di trasparenza per gli utenti grazie all’obbligo per i produttori di indicare sulle confezioni dei beni le modifiche e riduzioni di peso o quantità rispetto al formato precedentemente messo in commercio.
Questa Legge dovrebbe consentire ai consumatori di pagare di meno per prodotti che si rimpiccioliscono per peso o quantità, ma il problema è che la normativa prevede la segnalazione delle modifiche in tal senso a carico dei produttori, mentre dovrebbe essere a carico dei distributori.
In questo articolo, vogliamo dare una panoramica del fenomeno della Shrinkflation e dei suoi effetti nelle tasche degli utenti, così come le soluzioni possibili per garantire la trasparenza nella compravendita di beni di consumo come dolci, prodotti da forno, cereali, bevande, latticini e prodotti per l’igiene personale, i prodotti maggiormente oggetto di questa pratica commerciale scorretta.

Che cos’è il fenomeno della Shrinkflation?
Il termine Shrinkflation significa “sgrammatura” in italiano e, per spiegarlo meglio, deriva dal verbo to shrink, ovvero restringere, e dal sostantivo inflation, cioè inflazione, concetto legato al fenomeno dell’aumento generale dei prezzi dei prodotti di consumo e conosciuto nel nostro Paese anche con il nome di riporzionamento.
Oltre alla spiegazione etimologica del termine, nella sostanza per Shrinkflation si intende quella consuetudine ingannevole eseguita dai produttori sui beni di consumo che vengono messi sul mercato riducendo la quantità e il peso delle confezioni allo stesso prezzo di quelle precedenti, in alcuni casi anche aumentandolo, nonostante contengano il prodotto in vendita in misura inferiore.
L’aspetto ingannevole verso i consumatori di questo stratagemma è dovuto al fatto che viene messa in atto in modo che essi non se ne possano accorgere, a meno che non mettano la giusta attenzione o osservazione alla confezione acquistata.
Questo fenomeno non è recente, infatti la Shrinkflation è presente già da una decina di anni ed è un modo per le aziende produttrici dei beni di consumo per chiedere di più agli utenti, a fronte delle loro retribuzioni e potere d’acquisto che sono diminuiti.
Alcuni esempi di Shrinkflation negli ultimi anni
Negli ultimi anni, diversi prodotti hanno portato i consumatori e le loro associazioni a protestare contro la Shrinkflation, con una loro diminuzione delle quantità contenuta nelle confezioni a fronte dello stesso prezzo o anche di un suo aumento. Questa pratica è nata con il Toblerone che nel 2014 subì un aumento del 25 per cento a fronte della diminuzione del suo peso. Inoltre, i beni più famosi che sono stati protagonisti di questo fenomeno sono:
- il detersivo dei piatti Nelsen, passato nel giro di poco tempo da un litro a 850 ml a fronte di un prezzo aumentato da 1,30 euro a 2,55 euro;
- le patatine Pringles Originals, tubetto cambiato da 200 a 175 grammi con un aumento del 22 per cento del prezzo al chilo, mentre le patatine Amica Chips, busta modificata da 200 a 190 grammi ma costo lievitato al 109 per cento al chilo;
- la birra Nastro Azzurro Peroni ha avuto una riduzione da 66 a 62 centilitri con un prezzo maggiorato al 18 per cento al litro, la Tennent’s super da 50 a 44 cl ed un incremento del 21 per cento al litro, la Becks con una lattina ridotta da 50 a 44 centilitri, ma il suo costo è aumentato del 28 per cento al litro;
- la Nocciolata Rigoni di Asiago, con vasetti che prima pesavano 270, 350 e 700 g, ora 250, 325 e 650, con un aumento dall’11 al 38 per cento dal formato più piccolo a quello più grande,
- le merendine Kinder Brioss con confezioni passate da 280 a 2070 grammi, ma con un prezzo aumentato da 2,60 a 2,85 euro.
Discorso simile vale per il prosciutto cotto delle marche Aia, Citterio, Rovagnati e Vismara con confezioni messe sul mercato diminuite dai 10 ai 30 g rispetto alle precedenti messe nei banchi frigo, ma con aumenti di prezzo dal 7 al 29 per cento. Inoltre, sono diminuite da quattro a tre il numero delle confezione delle saponette Neutro Roberts e Palmolive, la prima ha ridotto anche da 300 a 200 ml il sapone liquido, mentre il bagnoschiuma Vidal è stato ridotto da 750 a 650 millilitri. Anche le caramelle M&M’s sono diminuite di peso nella confezione maxi.

Cosa dice la Legge sulla Shrinkflation in Italia
La Legge sulla Shrinkflation in Italia è stata approvata il 12 dicembre scorso dal Senato con l’introduzione del nuovo articolo 15-bis del Codice del consumo per tutelare i consumatori da questo fenomeno di marketing.
Questa norma prevede che i produttori debbano apporre sulla confezione dei prodotti diminuiti in peso o quantità un’etichetta indicante questo tipo di variazione per un periodo di sei mesi dall’immissione sul mercato del nuovo formato, ma c’è il problema di controllarne l’attuazione con controlli a tappeto difficili da attuare per la necessità di un’alta frequenza nella loro effettuazione.
Una delle lacune di questa disposizione è legata al fatto che l’etichetta o l’adesivo da mettere sulla confezione non prevede la scritta che spiega l’aumento del prezzo, non avvisando di questo i consumatori. Altro problema è quello che la segnalazione deve essere specificata solo per la Shrinkflation collegata ai prodotti con la stessa confezione, ma per aggirare la norma basta che i produttori cambino di poco il loro packaging rispetto a quello precedente.
L’Europa contesta al governo italiano di non avere approvato la norma sulla Shrinkflation con il rispetto alle direttive comunitarie, non seguendo la procedura prevista per restringere le regole sul Mercato Unico Europeo, oltre al fatto che la sgrammatura debba essere specificata dai distributori e non dai produttori dei beni di consumo.
Come difendersi della Shrinkflation?
La Shrinkflation prevede anche una serie di varianti nella sua applicazione, come ad esempio nuovi formati di prodotti venduti a prezzi più alti, formati che cambiano in base alla disponibilità dei negozi che ne vendono un tipo piuttosto che un altro, le promozioni speciali con più prodotti in un’unica confezione ma in dimensione ridotta rispetto alla versione singola, oltre a costi più alti per sfruttare l’inflazione. Per difendersi da questo fenomeno, quando si va al supermercato o in altri esercenti di vendita al dettaglio, si può porre maggiore attenzione:
- controllando le confezioni da acquistare, verificandone peso e volume e confrontandole con il prezzo al kilo o al litro rispetto alla versione precedente;
- badando alla confezioni con promozioni speciali che possono comportare delle variazioni di costi sfavorevoli per i consumatori;
- comprando meno prodotti confezionati, le confezioni sono quelle a cui la Shrinkflation è più frequentemente applicata e preferendo quelli sfusi;
- diffidando dei prodotti con la scritta che indica che una ricetta o una formula migliore, spesso nascondono una diminuzione di quantità o un aumento del loro prezzo;
- verificando che le varianti di un prodotto acquistato spesso ed introdotti sul mercato abbiano stesso peso e prezzo della sua versione originale;
- cercando prodotti alternativi a quelli oggetto di Shrinkflation.
Il nostro team di legali è al fianco degli utenti per denunciare il fenomeno della Shrinkflation, anche grazie alle vostre segnalazioni, sui beni di consumo oggetto di questa strategia di marketing ai danni del nostro potere d’acquisto e dei nostri portafogli. L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha considerato il rimpicciolimento dei prodotti sul mercato come una situazione ben conosciuta dai consumatori ed ha ritirato il provvedimento contro i produttori per pratica commerciale scorretta. Compila il form o chiamaci al nostro numero verde per denunciare la Shrinkflation trovata sui prodotti in vendita. Puoi anche iscriverti alla nostra newsletter a pagamento per ricevere contenuti di tuo interesse e leggere gli articoli free della redazione su temi concernenti abitazioni e locazioni, assicurazioni, banche, privacy e dati personali, salute e sanità, servizi pubblici e amministrazione, turismo e trasporti, utenze e bollette. Partecipa alla nostra community per scambiare opinioni ed esperienze con gli alti utenti, anche sul tema della Shrinkflation.

