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Bonus sociale TARI 2026: ecco lo sconto sulla tassa rifiuti

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Buone notizie per i consumatori: dal 2026 verrà applicato uno sconto sulla TARI pari al 25 per cento cui potranno beneficiarne le famiglie a basso reddito. Questa agevolazione era attesa da ben cinque anni, presente nel Decreto Fiscale 2019 ma sbloccata da poco tempo grazie alla firma del decreto attuativo dei Ministeri del Lavoro, dell’Ambiente e dell’Economia, e consentirà di alleggerire la spesa sulla tassa sui rifiuti agli aventi diritto.

Infatti, il bonus sociale TARI coinvolgerà 4 milioni di famiglie, secondo quanto afferma ARERA, e sarà riconosciuto automaticamente come quelli analoghi che riguardano le bollette di acqua, luce e gas per diminuire i costi sui servizi essenziali ai soggetti in difficoltà economiche.

Il bonus sociale per i rifiuti si aggiunge a tutti gli altri sconti sulla TARI previsti in precedenza e l’incidenza di questa tassa sulle famiglie la si è vista dalla stima della Corte dei Conti, evidenziando che il 30 per cento degli incassi previsti per questa utenza non sono stati riscossi nel 2024 ed i Comuni hanno dovuti coprire tali costi, sottraendo risorse ad altri servizi pubblici.

Ricordiamo che la TARI è la tassa che copre il servizio di raccolta, smaltimento e trattamento dei rifiuti solidi urbani ed è in vigore dal 2014, ovvero da quando c’è stato l’accorpamento tra la  TIA, Tariffa di Igiene Ambientale, la TARSU, Tassa per lo Smaltimento dei Rifiuti Solidi Urbani e la TARES, Tributo Comunale sui Rifiuti e sui Servizi, pagata dai possessori di locali ed aree scoperte che producono rifiuti urbani.

bonus sociale tari

A chi spetta il bonus sociale TARI

Lo sconto sulla TARI previsto per il 2026 e pari ad un quarto del suo costo totale sarà ottenibile da tutte quelle persone che hanno presentato la DSU all’INPS ed hanno ricevuto l’attestazione del loro ISEE. Per ricevere il bonus sociale per la TARI sarà necessario avere un Indicatore della situazione economica equivalente:

  • inferiore a 9.530 euro per le famiglie ordinarie;
  • al di sotto dei 20mila euro per i nuclei familiari con almeno 4 figli a carico;
  • beneficiari di pensione o reddito di cittadinanza.

I beneficiari del bonus sociale per la TARI devono essere intestatari di un’utenza domestica sui rifiuti e lo sconto del 25 per cento sarà valido per una sola di essa. L’agevolazione sarà ricevuto anche dalle persone non in regola con i pagamenti, in caso di sollecito per morosità comunicato nei quaranta giorni precedenti l’importo di cui si ha diritto sarà trattenuto dall’ente gestore in compensazione del pagamento non effettuato della tassa sui rifiuti.

Come funziona il bonus sociale TARI

Il bonus sociale per i rifiuti prevede uno sconto del 25 per cento che viene applicato al lordo dell’imposta dovuta ed al netto dell’IVA, di conguagli o di altri pagamenti relativi alle attività esterne al ciclo rifiuti ed è riconosciuto automaticamente alle famiglie con disagio economico senza la presentazione di domande e la compilazione di moduli, Dichiarazione Sostitutiva Unica a parte.

Infatti, i beneficiari dello sconto TARI saranno individuati grazie ai dati ISEE comunicati da INPS ad ARERA, per questo motivo è importante che le famiglie aggiornino la DSU per garantirsi che le informazioni sul proprio reddito siano giuste ed in linea con i requisiti necessari per accedere a questa agevolazione.

La trasmissione dei dati dei consumatori da INPS ad ARERA avverrà nel pieno rispetto del GDPR e seguendo il parere del Garante per la protezione dei dati personali, consentendo l’erogazione del bonus sociale per la TARI all’inizio del prossimo anno.

Non c’è una copertura bonus sociale rifiuti, ma lo sconto sulla TARI in favore delle famiglie con reddito basso saranno finanziate con l’aggiunto di una componente perequativa che sarà corrisposta da utenti, famiglie e imprese su tutto il territorio nazionale, alto il rischio che l’importo di questa tassa possa aumentare per tutti, anche per quelli che ricevono la riduzione, in una misura pari a 6 euro per utenza.

bonus sociale per la tari

L’impatto economico dello sconto sulla TARI

Gli ultimi dati relativi alla spesa sulla TARI, risalenti al 2023, parlano di una spesa media di 311 euro su tutto il territorio nazionale, arrivata in alcuni Comuni meridionali anche a 600 euro, mentre al Nord in alcune città si sono raggiunti costi minimi di 200 euro.

L’impatto dello sconto TARI di un quarto dei costi dovrebbe portare ad un risparmio stimato tra i 50 ed i 150 euro annui per nucleo familiare avente diritto a questa agevolazione, fornendo una boccata di ossigeno visti gli aumenti delle altre utenze domestiche.

Bisogna precisare che ogni Comune decide quali sono i costi dei servizi sui rifiuti in maniera autonoma, quindi la quantificazione dello sconto TARI e il suo impatto sarà proporzionale alla spesa prevista, se più alta la riduzione sarà maggiore, se più bassa sarà minore.

In sostanza, il bonus sociale TARI inciderà in maniera più pesante per le famiglie residenti nei Comuni in cui la tassa sui rifiuti è più cara, mentre per i territori in cui è più leggera l’agevolazione avrà un importo più contenuto.

Come si calcola la TARI

L’ammontare della TARI viene regolata in autonomia dai Comuni che possono decidere, in base al tipo di immobile posseduto, alle condizione dell’occupante ed alla fascia di reddito di appartenenza, di applicare l’esonero del pagamento della tariffa sui rifiuti, in futuro potranno decidere anche ulteriori sconti da applicare in aggiunta a quello nazionale.

La TARI è calcolata in base ad alcuni parametri che spesso differiscono a seconda del Comune di residenza, come ad esempio la quantificazione dei rifiuti indifferenziati prodotti o su una media degli stessi elaborata prendendo in considerazione determinati parametri come ad esempio il tipo di abitazione, i suoi metri quadri ed il numero di occupanti, oppure con l’applicazione di un servizio minimo. Inoltre, ad incidere positivamente sul costo della Tassa sui Rifiuti sono il miglioramento dell’efficienza gestionale sui rifiuti e l’aumento della raccolta differenziata.

Infine, la TARI deve essere pagata annualmente, anche a rate, mediante l’utilizzo dell’F24, bollettino postale o MAV, e la richiesta di corresponsione viene inviata dal proprio Comune, se questo non avviene bisogna contattare l’amministrazione per avere informazioni in merito, potrebbe slittare la scadenza, ed evitare sanzioni.

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