Il rischio di violare le normative in vigore in merito alla privacy telecamere condominiali è alto quando si decide di installare sistemi di videosorveglianza per controllare cosa succede negli spazi comuni del proprio condominio.
Infatti, le telecamere condominiali sugli spazi condivisi devono essere utilizzate rispettando le norme previste dal Garante della Privacy per le conseguenze di eventuali denunce con multe e sanzioni penali comminate in giudizio dai Tribunali, oltre che dalla stessa Autorità per il rispetto della riservatezza e dei dati personali degli utenti.
Bisogna sapere che non basta solo una delibera condominiale per l’installazione delle telecamere in condomino, ma serve rispettare le norme legate alla videosorveglianza ed utilizzarle secondo gli usi consentiti. La videosorveglianza nel palazzo serve per avere una maggiore sicurezza, prevenire crimini, monitorare continuamente le zone sensibili, risolvere le dispute interne, accedere a prove documentate utili in caso di denuncia, valorizzare la proprietà e migliorare la qualità della vita nello stabile.
Molte sono le violazioni legate alle telecamere condominiali, come ad esempio l’uso delle immagini registrate oltre i motivi di sicurezza, la mancata segnalazione dei cartelli informativi, l’errato posizionamento che porta a spiare i movimenti delle persone o degli spazi privati.

Privacy telecamere condominiali: cosa dice la normativa
Le norme previste dal Garante della Privacy seguono principalmente l’articolo 1122 ter del Codice civile e prevedono che le telecamere condominiali devono inquadrare solo gli spazi comuni, ovvero ingressi, androni, garage e cortili, ma non le aree private, come porte e finestre degli appartamenti, altrimenti si viola il diritto alla riservatezza che può comportare una denuncia penale.
Invece, si rischiano importanti multe per le telecamere condominio privacy quando non sono segnalate con appositi cartelli che informino della loro presenza, indicata in modo chiaro ed evidente per evitare che siano nascoste.
Inoltre, le registrazioni delle telecamere nel condominio devono essere conservate al massimo per quarantotto ore, a meno che le immagini non servano per alcuni casi particolari, per le fattispecie corredate da denuncia si arriva fino a sette giorni, in caso contrario chi gestisce il sistema di videosorveglianza può incorrere in problemi legali.
Infine, anche se una telecamera in condominio rispetta gli obblighi di Legge non può riprendere spazi privati come balconi e giardini esclusi, oltre che su scale o ascensori, luoghi di ripresa che possono violare la privacy delle persone, in particolare l’articolo 615 del Codice Penale.
L’installazione delle telecamere condominiali
Le telecamere condominiali devono essere installate seguendo quanto afferma l’articolo 1122 ter del Codice Civile mediante la delibera dell’Assemblea condominiale votata a maggioranza dei partecipanti o rappresentanti la metà del valore dell’edificio.
Infatti, l’Assemblea condominiale, dopo aver approvato la delibera per l’installazione della videosorveglianza, deve nominare anche un responsabile della privacy, che può essere anche lo stesso amministratore di condominio oppure un soggetto esterno che si occupa della sua gestione.
Allo stesso tempo non serve la delibera condominiale se un singolo condomino vuole installare una telecamera, purché essa venga posizionata in modo che possa sorvegliare la sicurezza della sua abitazione e la tutela della proprietà, senza violare la privacy degli altri abitanti del palazzo.
Invece, telecamere condominiali possono essere installate sul perimetro esterno dell’edificio e su aree comuni come l’ingresso principale, i cortili, le scale, gli androni, i parcheggi e le pareti esterne, ma non possono riprendere il passaggio dei pedoni in strada, a meno che non ci sia una gioielleria, una banca o un immobile che contiene oggetti di valore, in questo caso non deve inquadrare il viso delle persone.

L’accesso alle immagini delle telecamere condominiali
I condomini che desiderano visionare le immagini registrate dall’impianto di videosorveglianza installato del palazzo possono farlo sotto il controllo e la supervisione dell’Amministrazione condominiale o della persona nominata per eseguire il corretto trattamento dei dati personali.
Infatti, in questo modo, i condomini possono accedere ai video delle telecamere condominiali in caso di gravi reati subiti come furto, rapina o danneggiamenti, correlati da denuncia preventiva e presentando una richiesta scritta all’Amministratore.
Invece, non possono ottenere quanto registrato dalle telecamere in condominio quelle persone che non hanno partecipato alle spese per il loro acquisto, solitamente suddivise in base ai millesimi di proprietà tra i vari proprietari degli immobili.
Inoltre, i sistemi di videosorveglianza del condominio devono essere dotati di app e software che consentano di proteggere i dati sensibili, evitando la loro fuga e proteggendo la privacy e la sicurezza delle persone.
Il cartello videosorveglianza e le sanzioni in caso violazione della privacy
Il cartello videosorveglianza deve essere esposto secondo quanto previsto dal Garante della Privacy e contenere informazioni come i propri dati e quelli del responsabile del trattamento, il periodo di conservazione dei dati, la finalità delle registrazioni, le modalità di accesso ai dati personali ed il rinvio all’informativa sulla privacy.
Invece, l’informativa sulla privacy deve essere posta prima che la persona entri nell’area videosorvegliata per poter decidere come muoversi ed entrare o medo al suo interno, in caso contrario si rischiano delle sanzioni.
Infatti, in caso di installazione delle telecamere condominiale senza una apposita delibera assembleare può essere comminata una sanzione di mille euro all’Amministratore, mentre per le altre violazioni si rischiano multe di qualche migliaio di euro in seguito a contestazioni penali.
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