Sapere come sbloccare un conto cointestato in caso di morte è una pratica che purtroppo ogni consumatore deve conoscere per svolgere tutte quelle attività legate alla successione ereditaria, quando avviene il decesso di un proprio familiare.
Infatti, avere il conto cointestato è una scelta molto utilizzata tra coniugi, ma anche tra genitori e figli, in base alle necessità ed esigenze che si hanno riguardo alla gestione del denaro e dei risparmi, come la disponibilità della pensione o dello stipendio versato al suo interno.
In questa ottica, avere ben chiaro come muoversi per gestire la successione degli importi presenti nel conto cointestato è importante, così come sbloccarlo e dividere il denaro tra gli eredi e sapere quali sono i documenti da presentare alla filiale della banca per ottenere le somme versate e contenute in esso.
Per questi motivi, questo articolo vuole dare le linee guida su come sbloccare un conto cointestato in caso di morte, evitando gli inconvenienti che possono incidere negativamente a livello economico dopo il decesso dell’altro cointestatario.

Il conto corrente cointestato a firma congiunta e disgiunta
Quando si parla di conti correnti cointestati bisogna fare la distinzione tra quelli a firma congiunta e disgiunta. Nel primo caso, per effettuare le operazioni sul conto corrente è necessaria la firma di entrambi gli intestatari ed in caso di morte di uno dei due, gli importi vengono congelati in attesa della successione. Invece, con la firma disgiunta ogni intestatario può eseguire le operazioni sul conto corrente senza avere quella dell’altro, in caso di decesso di uno dei due viene bloccata solo la parte di chi è venuto a mancare.
Se il conto corrente è a firma congiunta, bisogna attendere l’individuazione degli eredi legittimi per il suo sblocco, mentre per quello a firma disgiunta queste pratiche avverranno solo sulla parte di pertinenza del deceduto, diviso a metà, a meno che si provi che quest’ultimo abbia versato le somme in maniera esclusiva al suo interno.
Infatti, per il conto corrente a firma disgiunta le somme versate possono essere utilizzate con gli stessi diritti da entrambi gli intestatari, con la possibilità di disporne separatamente, non solo in caso di morte, ma anche quando sopravviene una condizione di sopravvenuta incapacità di agire per uno dei due cointestatari.
Per sbloccare totalmente o una parte del conto corrente congelata, gli eredi devono presentare insieme a tutti gli atti legati alla successione, o legali se si parla di incapacità ad agire, con una comunicazione alla Banca tramite raccomandata A/R.
Quali sono i documenti che servono per sbloccare il conto corrente congiunto in caso di morte
Per sbloccare l’intero conto corrente o una parte, dopo la morte di uno degli intestatari, serve che gli eredi presentino una serie di documenti alla filiale della propria banca per avere a disposizione le somme in esso contenute, come:
- il certificato di morte dell’intestatario deceduto;
- l’atto di notorietà o la dichiarazione sostitutiva di atto notorio che indica gli eredi ed i rapporti con la persona scomparsa;
- i documenti di identità ed i codici fiscali degli eredi;
- la copia autentica del testamento, se presente;
- la dichiarazione che afferma la capacità degli eredi ad agire ed a succedere;
- la copia delle dichiarazione di successione, contenente il conto corrente e gli altri beni presenti in eredità;
- la ricevuta del pagamento delle tasse di successione all’Agenzia delle Entrate, qualora siano dovute.
Le somme del conto corrente sono divise a metà in quanto si presume che gli intestatari abbiano contribuito in parti uguali agli importi presenti ed, in questo caso, andrà in successione solo la quota del defunto. In caso contrario, nell’attività successoria andrà per intero se l’intestatario deceduto ha contribuito solo lui al versamento degli importi in esso contenuti, oppure non verrà bloccato se è alimentato dall’intestatario ancora in vita.

Come sbloccare un conto cointestato in caso di morte
Per sbloccare un conto corrente cointestato quando muore uno degli intestatari è necessario presentare la dichiarazione di successione all’Agenzia delle Entrate entro dodici mesi dal data di apertura della successione stessa, a meno che il patrimonio del defunto non supera i 100mila euro, non ci sono immobili o diritti reali immobiliari e gli eredi sono solo il coniuge ed altri familiari in linea retta, assieme agli altri documenti elencati precedentemente in questo articolo, compresa la firma di tutti gli eredi dell’atto notorio di successione.
Una volta ricevuta tutta la documentazione, la banca sbloccherà il conto corrente cointestato in caso di morte di uno dei due intestatari entro trenta giorni, anche in caso di firma disgiunta, il consumatore deve contattare l’istituto per avere chiarimenti in merito e far valere i propri diritti.
Se il conto corrente congiunto non viene ancora sbloccato, l’altro intestatario ancora in vita può rivolgersi ad un avvocato o ad una associazione consumatori per ottenere quanto spetta. A quel punto gli eredi possono decidere se prelevare le somme, chiudere il conto corrente o mantenerlo attivo subentrando al defunto.
Le vie legali possono essere costose e lunghe, per questo si può tentare la via telematica di un ricorso presso l’ABF, l’Arbitrato Bancario Finanziario per ottenere nel giro di qualche settimana lo sblocco del conto corrente congiunto in favore dell’intestatario ancora in vita, se l’organismo condanna la banca.
Altre informazione sul conto corrente congiunto in caso di morte
I consumatori devono saper che quando muore uno degli intestatari del conto corrente disgiunto, la banca non ne riceve notizia per bloccarlo, ma sono gli interessati a doverlo comunicare all’istituto per tutelare tutti gli eredi.
Infatti, svolgere delle operazioni sul conto corrente cointestato dopo la morte di uno degli intestatari è un reato perseguibile dal punti di vista penale e quindi è necessario provvedere alla comunicazione alla banca, recandosi personalmente nella propria filiale o inviando una raccomandata.
Il blocco del conto corrente congiunto riguarda solo la parte di spettanza del defunto, i cui importi saranno destinati agli eredi secondo le percentuali previste dalla successione, al netto dei debiti e dal pagamento della tassazione di queste somme ereditate. Inoltre, ci sono altre forme di conto corrente cointestato, quello con diritto di sopravvivenza consente al superstite di accedere alle somme contenute in esso presentando il Certificato di morte e la documentazione bancaria, quello senza il diritto di sopravvivenza in cui l’intestatario rimasto in vita può accedere solo alla sua parte, la restante va in successione, e con contitolarità simulata, i soldi erano solo del defunto e vanno tutti in eredità.
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