Si parla di autotutela tributaria quando l’Ufficio tributi può porre autonomamente rimedio all’errore commesso nei confronti del contribuente e che riguarda un atto tributario inviato dagli enti di PA. Infatti, lo strumento dell’autotutela tributaria consente alla Pubblicazione Amministrazione di effettuare con la rilevazione d’ufficio, o su istanza del cittadino presenta alla Commissione tributaria provinciale, la modifica parziale o l’annullamento totale del provvedimento viziato da un errore manifesto e non fondato su un’attività interpretativa, tranne nei casi in cui essi si è pronunciata una sentenza in giudicato favorevole all’Amministrazione finanziaria o se passa un anno dalla sua notifica. Questo procedimento può essere attivato obbligatoriamente anche per i tributi locali, grazie alle novità introdotte dal decreto legislativo numero 219 del 2023 ed entrato in vigore il 18 gennaio 2024, quando questi risultano essere illegittimi per:
- contenere un errore di persona o di soggetto passivo;
- presentare un evidente errore di calcolo o logico;
- prevedere un errore sul presupposto d’imposta;
- portare ad una doppia imposizione;
- un errore sull’individuazione del tributo;
- un errore materiale del contribuente che può essere facilmente rilevato dall’Amministrazione finanziaria;
- la mancata considerazione di aliquote agevolate, detrazioni e simili;
- la mancata considerazione degli importi relativi alle imposte già pagati;
- la non rilevazione relativa alla documentazione mancante ed inviata successivamente, rispettando i termini previsti ed evitando la decadenza
Per l’autotutela proposta dal contribuente presso la Commissione tributaria provinciale, la sua istanza non comporta la sospensione dei termini per il pagamento del tributo e neanche quelli per rivolgersi al Tribunale tributario, passo che diventa necessario per richiedere la revisione o l’annullamento del tributo errato quando la risposta della Pubblica Amministrazione è negativa oppure questa rimane inerte.

Quali sono i tributi locali e che cosa si ottiene dalla Autotutela tributaria
I tributi locali sono importi che il contribuente deve corrispondere in favore delle amministrazioni locali e che sono stabiliti dalla Legge, che ne regola i presupposti, chi li deve pagare e le base impunibili. Uno dei tributi locali più conosciuti è l’IMU, l’Imposta Municipale Propria, che devono versare i cittadini proprietari di fabbricati o che possiedono su di esso un diritto reale come usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi, superficie, ma anche dal dal concessionario nel caso di concessione di aree demaniali e dal locatario in caso di leasing, tranne le abitazioni delle categorie catastali diverse da A/1, A/8 e A/9, di aree fabbricabili e di terreni agricoli.
L’altro tributo locale noto a tutti è la TARI, la Tassa sui Rifiuti, che serve a sostenere i costi per il servizio di gestione e smaltimento dei rifiuti e che deve essere corrisposta quando il contribuente possiede locali o aree scoperte che possono produrre rifiuti.
Per i tributi locali, si può chiedere la rettifica dell’atto con l’autotutela quando si devono correggere errori materiali o irregolarità involontarie e l’annullamento, qualora l’errore lo giustifichi, e cancella anche i provvedimenti conseguenti a quello annullato. L’amministrazione può procedere facoltativamente all’annullamento dell’atto quando contiene una imposizione non è illegittima e infondata, senza la presentazione dell’istanza da parte del contribuente.
Lo strumento di autotutela può essere attivato entro sessanta giorni dalla notifica del tributo locale da contestare e quando l’amministrazione rifiuta tacitamente di restituire i pagamenti effettuati dal contribuente, compresi gli importi derivanti da sanzioni, interessi ed altri pagamenti accessori si può attivare questo procedimento davanti alla Commissione tributaria competente per territorio entro novanta giorni dalla presentazione dell’istanza o dalla domanda di restituzione, con il tempo di decorrenza sospeso per il mese di agosto.
Gli obiettivi della autotutela tributaria anche per gli enti locali
Gli obiettivi dello strumento di autotutela tributaria, riconosciuto anche per gli enti locali, danno l’opportunità a questi ultimi di agire con il proprio Ufficio tributi per:
- monitorare i propri atti impositivi, in modo da evitare i costi dei procedimenti tributari, relativamente al pagamento delle spese del giudizio o per la riattivazione dell’imposizione;
- procedere all’annullamento parziale o totale dei tributi locali nei casi previsti dalla Legge;
- la rinuncia dell’imposizione in caso di autoaccertamento;
- consentire la rapidità di intervento da parte dell’azione amministrativa;
- agire, annullando gli atti in tutto in parte, senza l’istanza del contribuente, per i casi di infondatezza o di illegittimità manifesta dell’atto stesso o dell’imposizione, anche se questi sono in pendenza di giudizio o in caso di giudizio definitivo con l’autotutela facoltativa, è scaduto l’anno di tempo per la definitività del tributo oppure quando serve una valutazione approfondita da parte dell’Amministrazione.
Inoltre, il mancato monitoraggio o attivazione dell’autotutela obbligatoria può comportare conseguenze per gli amministratori a causa dei ricorsi per avere riconosciuto il danno per responsabilità erariale, con il funzionario che può essere ritenuto responsabile solo in caso di dolo, e questo istituto, a differenza di quello facoltativo, il cui esito non è impugnabile, impone una risposta da conferire al contribuente.

Come presentare istanza di autotutela per IMU e TARI
I contribuenti che ricevono un avviso di accertamento riguardanti i tributi locali IMU o TARI nella quale sono presenti errori o incongruenze possono presentare una istanza di autotutela entro 60 giorni dalla notifica dell’atto.
L’istanza deve essere inviata tramite email o PEC, oppure a mano, presso gli indirizzi del proprio Comune di residenza o allo sportello dell’Ufficio tributi, allegando documenti e prove che sostengono la richiesta che si sta effettuando.
Con l’istanza di autotutela presentata, il contribuente ottiene il riesame dell’atto notificato e se le sue motivazioni vengono accolte, l’Ufficio provvederà alla sua rettifica o al suo annullamento.
La presentazione dell’istanza non prevede il pagamento di costi, bisogna inviarla nei termini previsti ed entro l’anno di imposta per avere riconosciuti i relativi benefici, e può essere svolta anche da una persona diversa dal contribuente se è munito della sua delega.
Autotutela: quando farvi ricorso per IMU e TARI
Il ricorso all’autotutela da parte del contribuente deve essere fatto quando l’ente locale ha commesso un errore in buona fede dovuto a dati sbagliati all’interno delle loro banche dati e trasferiti negli avvisi di accertamento ricevuti di IMU e TARI come ad esempio:
- gli errori catastali;
- la dichiarazione non pervenuta o non registrata;
- la mancata ricezione di riduzioni o esenzioni;
- il pagamento non registrato o effettuato con un codice fiscale diverso.
Bisogna attendere il risultato dell’autotutela prima di pagare il tributo locale errato e se dal procedimento non si riceve la risposta attesa, si può ricorrere alla Commissione Tributaria competente per territorio, che però prevede dei costi legati all’assistenza di un professionista per effettuarlo ed il pagamento dei bolli. Altrimenti, se non si paga il tributo entro la scadenza prevista, si riceveranno i cartelle esattoriali o di un’ingiunzione per insolvenza, sanabile anche con il ravvedimento operoso. Consumatore.it è a disposizione del contribuente per assisterlo nella compilazione e nell’invio del modulo di autotutela e durante tutte le procedure necessarie per ottenere la modifica o l’annullamento dei tributi locali errati da presentare all’ente erogatore o all’Agenzia delle Entrate. Tesserati per usufruire di un’assistenza a costi agevolati ed iscriviti alla nostra newsletter a pagamento per rimanere aggiornato con contenuti esclusivi. Ricorda che puoi anche leggere i nostri articoli free per conoscere leggi, consigli per risparmiare, le garanzie su beni e servizi e tutto ciò che riguarda il mondo del consumo, potendo anche interagire con la nostra community per scambiare opinioni su esperienze o problematiche legate a questo tema.

