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Conti correnti garantiti a tutti: cosa cambia per gli utenti

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Conti correnti garantiti per tutti: è questa la nuova proposta di Legge approvata dalla Camera dei Deputati e che consentirà ai consumatori di non ricevere un diniego dagli istituti bancari per depositare il proprio denaro, a meno che non ci sia un impedimento dovuto alle normative antiriciclaggio ed antiterrorismo.

Infatti, il Ddl conti correnti ha come obiettivo quello di innovare il Codice civile con la creazione dell’articolo 1857 bis che contiene anche la disposizione che limita il raggio d’azione delle banche che vogliono chiudere i conti dei loro correntisti, anche quando essi sono in attivo ed a termine.

Lo scopo di chi propone questa nuova norma è quello di facilitare l’accesso dei consumatori ai servizi bancari, considerandolo come un diritto per ogni cittadino che gli istituti finanziari non possono negare, a meno che non sussistano determinate condizioni.

Questa nuova disposizione non sembra piacere ai consumatori, tantomeno alle banche: infatti, queste ultime vedono questa novità come una limitazione del loro potere contrattuale, ma bisogna dire che questo provvedimento rischia di fare la fine del conto corrente base, creato in favore dei clienti in condizioni economiche svantaggiate, quasi mai aperto per via della volontà degli istituti a considerarlo e spiegarlo agli utenti come un prodotto poco conveniente.

conto corrente garantito

I vantaggi dei conti correnti garantiti

Conti correnti garantiti significa che le banche non potranno rifiutarsi ad aprirli in caso di richiesta dei consumatori, facendo sì che i cittadini possano accedere ai servizi bancari senza alcun ostacolo che si può presentare davanti a loro.

Infatti, avere un conto corrente sta diventando una necessità per via della digitalizzazione dei pagamenti ormai avvenuta per molti aspetti della vita quotidiana, per effettuare e ricevere pagamenti che possono riguardare gli ambiti professionali, lavorativi e nel rapporto con le pubbliche amministrazioni.

La tutela degli utenti viene estesa anche in caso di diniego della banca alla richiesta di apertura del conto corrente per motivi di antiriciclaggio di denaro o di finanziamento del terrorismo, garantendo la trasparenza del rapporto mediante una motivazione del rifiuto in forma scritta da presentare entro dieci giorni dalla domanda.

Discorso simile vale per clausole vessatorie che riguardano il recesso unilaterale del contratto in favore delle banche senza alcun preavviso, non consentendo la chiusura del conto corrente se non c’è un giustificato motivo alla base della decisione.

Cosa fa discutere sulla Legge dei conti correnti garantiti

La Legge sui conti correnti garantiti sta facendo discutere in quanto è considerata incompleta: infatti, prevede sì l’impossibilità per le banche a rifiutare la loro apertura ma senza specificare che essa possa avvenire in maniera gratuita, oltre a ridurre i tempi per opporsi alle variazioni contrattuale ed alla chiusura dei conti dormenti per saldo minimo o senza movimenti per un anno.

Probabilmente, questa mancanza porterà gli istituti bancari che non avranno vantaggio all’apertura di determinati conti correnti ad applicare canoni economicamente molto elevati per rendere poco convenienti i conti correnti, evitando così la loro stipulazione.

A oggi, avere un conto corrente in banca costa poco più di cento euro all’anno e il rischio che i consumatori possano essere vessati da costi che li convincano a non aprirlo è molto alto, soprattutto quando gli istituti si troveranno davanti persone dalla scarsa affidabilità finanziaria.

Oltre a questi clienti, il rischio di aumento dei costi sui conti correnti si potrà estendere anche a tutti gli altri correntisti, in quanto le banche dovranno mettersi economicamente al riparo dal potenziale mancato adempimento degli obblighi da parte dei cattivi pagatori, stante l’impossibilità di non poter negare l’apertura dei nuovi contratti.

conto corrente di cittadinanza

Perché il conto corrente di cittadinanza è un diritto fondamentale

Il conto corrente di cittadinanza rappresenta un diritto fondamentale perché garantisce a ogni individuo l’accesso effettivo al sistema economico e finanziario. In una società sempre più digitalizzata, disporre di un conto corrente non è più un lusso, ma una necessità per ricevere stipendi, pensioni, sussidi o effettuare pagamenti in modo sicuro e tracciabile.

Infatti, escludere una persona da questo strumento significa emarginarla economicamente e socialmente, impedendole di partecipare pienamente alla vita civile e precludergli l’accesso a servizi vitali come la ricezione di stipendi, pensioni o sussidi, il pagamento di bollette, la gestione del risparmio. Si tratterebbe di un’esclusione finanziaria che marginalizzerebbe ulteriormente le fasce più vulnerabili della popolazione, impedendo loro di esercitare pienamente i propri diritti di cittadinanza.

Inoltre, il conto corrente di cittadinanza, quindi, assicura pari opportunità e promuove l’inclusione finanziaria, specialmente per le fasce più vulnerabili come i disoccupati, i migranti e le persone senza fissa dimora, diventando un passo cruciale verso una società più equa e inclusiva dove nessuno venga lasciato indietro.

Infine, il conto corrente garantito rappresenta una misura di contrasto all’uso del contante e all’economia sommersa. Garantirlo per legge equivale a riconoscere che l’accesso ai servizi bancari di base è un elemento essenziale per la dignità, l’autonomia e la libertà economica di ogni cittadino.

Conte corrente di cittadinanza: manca l’approvazione del Senato

Il contro corrente di cittadinanza ha avuto il consenso di maggioranza ed opposizione alla Camera dei Deputati e manca l’approvazione del Senato dello specifico Ddl che lo contiene prima della firma del Presidente della Repubblica e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale per la sua entrata in vigore. La soddisfazione della politica non è la stessa per banche e consumatori. 

Infatti, ABI, Associazione Bancaria Italiana, ha voluto far esporre la sua contrarietà ai conti correnti garantiti in quanto la proposta di Legge è in contrasto con l’articolo 10 del Testo Unico Bancario che considera le banche come imprese private e non come istituzioni simil pubbliche.

Allo stesso tempo, le associazioni dei consumatori richiamano l’attenzione sui potenziali aumenti di costi dei gestione dei conti correnti per tutti gli utenti e sulle modifiche contrattuali che potranno avvenire senza la dovuta diligenza dei correntisti, soprattutto quelli meno avvezzi alle nuove tecnologie.

Consumatore.it è favorevole ai conti correnti di cittadinanza, purché i loro costi rimangano inalterati e non ci sia la corsa all’aumento dei canoni da parte delle banche per compensare l’apertura anche ai cattivi pagatori. Compila il form o chiama il numero per avere l’assistenza dei nostri professionisti in caso di problemi con gli istituti bancari. Iscriviti alla nostra newsletter a pagamento per ricevere contenuti di tuo interesse sul mondo dei consumi e leggi gli articoli gratuiti della nostra redazione su temi riguardanti abitazioni e locazioni, assicurazioni, banche, privacy e dati personali, salute e sanità, servizi pubblici e amministrazione, turismo e trasporti, utenze e bollette. Entra a far parte della nostra community per dire la tua e confrontarti con gli altri utenti, anche sui conti correnti garantiti.

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