I consumatori che vogliono approfittare delle detrazioni e agevolazioni previste nei bonus edilizi devono sapere che, a partire dal primo gennaio 2025, la prossima Legge di Bilancio ha previsto modifiche, riduzioni e proroghe per le spese incentivate legate alla casa. In questo articolo daremo notizia su cosa cambia per:
- il Bonus ristrutturazione;
- il Superbonus;
- il Bonus barriere architettoniche;
- l’Ecobonus casa;
- il Sismabonus;
- il Bonus ascensore;
- il Bonus condizionatori;
- il Bonus mobili;
- il Bonus caldaie a gas;
- il Bonus prima casa;
- il Bonus case green;
- i mutui agevolati per l’acquisto della prima casa.
Vediamo insieme cosa cambia per questi bonus, ricordando che questi cambiamenti incideranno sulle spese effettuate a partire dall’inizio del 2025 e che potranno essere portate in detrazione dalla dichiarazione dei redditi dell’anno successivo.

Cosa cambia nei Bonus edilizi 2025
La prossima Legge di Bilancio, che deve essere approvata entro il 31 dicembre di quest’anno e quindi può subire delle modifiche nel corso di questi ultimi giorni dell’anno, ha anticipato conferme, modifiche e proroghe relativamente ai Bonus 2025 che possiamo elencare in questo modo:
- il Bonus ristrutturazione, avrà una detrazione pari al 50 per cento per le prime case ed al 36 per cento per le seconde case da applicare su un limite massimo di spesa rispettivamente pari a 96mila euro e 48mila euro per interventi di riqualificazione edilizia, manutenzione straordinaria e ordinaria e riparazione da eventi calamitosi su edifici ad uso abitativo, cui possono usufruire proprietari o nudi proprietari, titolari di un diritto reale di godimento come usufrutto, uso, abitazione o superficie, inquilini o comodatari, i soci di cooperative o di società semplici, imprenditori individuali e se sostengono i costi intestati in fattura o bonifico anche i loro coniugi, anche separati se hanno intestato l’immobile, i familiari conviventi come i parenti fino al terzo grado e gli affini fino al secondo grado, i conviventi more uxorio. All’interno di questa agevolazione rientrano anche le spese per l’installazione di zanzariere, tende da sole e sistemi di allarme e sicurezza;
- il Superbonus passerà dal 70 al 65 per cento su limiti di spesa variabili in base al tipo di intervento per l’efficienza energetica, il consolidamento statico o la riduzione del rischio sismico degli edifici, anche per gli interventi trainati come quelli previsti per l’Ecobonus, l’installazione di impianti fotovoltaici e delle strutture per la ricarica dei veicoli elettrici e l’eliminazione delle barriere architettoniche, con l’eliminazione definitiva dello sconto in fattura e della cessione del credito e fruibile dai condomini, dalle persone fisiche proprietarie di edifici composti da due a quattro unità immobiliari, ONLUS, ADV e APS;
- il Bonus barriere architettoniche è confermato al 75 per cento, su un tetto di spesa variabile in base al tipo di edificio ed al numero di unità immobiliari presenti, anche per il prossimo anno relativamente ai costi sostenuti da cittadini, imprese ed enti pubblici e privati per la rimozione degli ostacoli alla mobilità, come scale, rampe, ascensori, servoscala e piattaforme elevatrici, e ottenibile solo tramite detrazione IRPEF;
- l’Ecobonus casa è stato confermato con le stesse modalità e regole del 2024 per gli interventi miranti all’efficientamento energetico che non fanno parte del Superbonus, con una detrazione variabile dal 50 al 65 per cento in base al tipo di lavoro che fanno cambiare anche i tetti massimi di spesa su cui applicare lo sconto IRPEF ed è fruibile per le persone fisiche, le società, le cooperative e gli Istituti Autonomi delle Case Popolari che sono proprietari o nudi proprietari, titolari di un diritto reale di godimento come usufrutto, uso, abitazione o superficie, inquilini o comodatari, i soci di cooperative o di società semplici, i promissari acquirenti se hanno possesso del bene e sostengono i costi intestati in fattura o bonifico, così come anche i loro coniugi, anche separati se hanno intestato l’immobile, i familiari conviventi come i parenti fino al terzo grado e gli affini fino al secondo grado, i conviventi more uxorio.
Invece, il Sismabonus scenderà al 50 per cento per le prime case e del 36 per cento le seconde case e gli immobili non residenziali e sarà ottenibile senza l’obbligo della riduzione di classe del rischio sismico, mentre il limite massimo di spesa sarà pari a 96mila euro per i redditi inferiori a 75mila euro, variabile per quelli superiori a questa soglia in base al quoziente familiare. Ricordiamo che questo bonus riguarda le spese sostenute per per interventi di adeguamento, miglioramento e ristrutturazione sismica su edifici residenziali e commerciali.
Quali sono i nuovi Bonus case green
I nuovi Bonus case green sono stati istituiti dopo l’approvazione della direttiva europea in merito al raggiungimento della neutralità delle emissioni degli edifici nazionali entro il 2050 da ottenere attraverso lavori di ristrutturazione più o meno profondi su di essi, anche con la messa in campo di sovvenzioni e sussidi per sostenerne le spese. Tra queste si possono elencare:
- il Superbonus redditi bassi che permette di affrontare i lavori previsti dalla misura standard in forma agevolata a coloro che hanno redditi al di sotto dei 15mila euro, con una detrazione al 70 per cento ed un contributo a fondo perduto fino a 28.800 euro per coprire la parte di spesa non colmata dal rimborso, al massimo il 30 per cento sul limite massimo di 96mila euro;
- il Reddito energetico, il contributo per l’installazione di un impianto a energia green per l’auto consumo e rivolto ai soggetti con ISEE inferiore ai 15mila euro o a 30mila euro se hanno 4 o più figli e da richiedere al Gestore dei Servizi Energetici, finanziato con contributi pari a 100 milioni di euro per il 2025 che saranno distribuiti per l’80 per cento alle Regioni del Mezzogiorno e per il 20 per cento al resto d’Italia per 2mila euro di quota fissa e 1.500 euro per ogni chilowattora elettrico di potenza nominale;
- il Bonus case green, una detrazione IVA pari al 50 per cento per l’acquisto di immobili di classe energetica A o B vendute dalle imprese costruttrici ed ottenibile con la dichiarazione dei redditi in 10 quote annuali dello stesso importo.
Inoltre, si attendono novità per la stipulazione di detrazioni e tetti di spesa più alti per il Bonus ristrutturazione e l’Ecobonus casa che riguardano gli interventi previsti per raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni degli edifici previsti dalla direttiva case green.

Come cambiano gli altri Bonus casa
Ci sono altri Bonus casa cui i consumatori possono beneficiare e che prevedono delle modifiche per il prossimo anno, in base a quanto previsto al momento dalla prossima Legge di Bilancio, come ad esempio:
- il Bonus mobili sull’acquisto di nuovi arredi per gli immobili oggetto di lavori di ristrutturazione è confermato al 50 per cento con la possibilità di avere rimborsati i costi sostenuti, al massimo 5mila euro ripartiti in 10 anni, per divani, letti o armadi, e grandi elettrodomestici se hanno una elevata efficienza energetica, su un massimo di spesa di 96 mila euro per le prime case, mentre la detrazione scende al 36 per cento su 48mila euro di limite di spesa per le seconde case;
- il Bonus ascensore prevede una detrazione per l’installazione di questo dispositivo nelle abitazioni o nei condomini se si rimuovono gli ostacoli alla mobilità dei disabili o delle persone con difficoltà di deambulazione e rientrante nel Bonus barriere architettoniche, oppure nel Superbonus e nel Bonus ristrutturazione qualora riguardi rispettivamente i lavori di riqualificazione energetica o di manutenzione straordinaria, secondo le percentuali ed i limiti di spesa prevista dalle diverse agevolazioni;
- il Bonus condizionatori consiste in una detrazione che varia dal 50 al 65 per cento, in base all’agevolazione utilizzata che può essere il Bonus mobili, il Bonus ristrutturazioni, il Superbonus o l’Ecobonus ed all’intervento effettuato, oltre a differenti limiti di spesa e modalità di fruizione, sull’installazione di questi dispositivi, anche se si sostituisce il vecchio con uno meno inquinante.
Invece, in base a quanto previsto dalla Direttiva case green, ci sarà lo stop alle caldaie a gas entro il 2040 ed è possibile fare richiesta per il relativo bonus entro il 31 dicembre 2025 per la sostituzione di un vecchio impianto con uno più sostenibile per riscaldare gli ambienti fornendo acqua calda ai termosifoni e produrre acqua calda sanitaria. L’agevolazione del Bonus caldaie è previsto con detrazioni al 50% al 65% o 90%, ma anche modalità e limiti di spesa differenti in base al fatto se esso rientra nel Bonus mobili, nel Bonus ristrutturazioni, nel Superbonus o nell’Ecobonus, ottenibile grazie alla dichiarazione dei redditi o con sconto in fattura.
I bonus per acquistare casa
Per il 2025, i consumatori che vogliono acquistare la prima casa possono usufruire delle seguenti agevolazioni che sono state prorogate rispetto all’anno scorso e sono nel dettaglio:
- i mutui agevolati per l’acquisto della prima casa che prevede dei benefici previsti dal primo gennaio 2025 al 31 dicembre 2027, attivati attraverso la garanzia pari all’80 per cento della quota capitale per l’acquisto dell’immobile adibito ad abitazione principale, non ville, abitazioni signorili o di lusso, ed edifici dall’alto valore storico o artistico, per le giovani coppie di uno dei due non ha superato i 35 anni di età, gli under 36, le famiglie monogenitoriali con figli minori e chi usufruisce di alloggi di proprietà degli IACP quando se si ha un ISEE al massimo di 40mila euro, il richiedente non deve essere proprietario di altri immobili ad uso abitativo, tranne quelli ottenuti per successione mortis causa, ed il mutuo accesso non deve essere superiore a 250mila euro.
- il Fondo di Garanzia per i prestiti per le famiglie numerose prevede l’agevolazione anche le famiglie con 3, 4 e 5 figli minori di 21 anni e con un ISEE rispettivamente che non supera i 40mila, 45mila e 50mila euro e con l’80, 85 e 90 per cento della quota capitale sul mutuo per l’acquisto della prima casa;
- il Bonus prima casa prevede degli sconti sulle imposte legate all’acquisto della prima casa che prevedono un imposta di registro pari al 2 per cento, l’imposta ipotecaria e quella catastale pari a 50 euro se il venditore è un privato o un’impresa che vende in esenzione IVA e l’IVA al 4 per cento e l’imposta di registro, catastale ed ipotecaria a 200 euro se si acquista da un’impresa con vendita soggetta a IVA, in entrambi casa è necessario rimanere nello stesso Comune di residenza per le stesse categorie catastali dei mutui agevolati per l’acquisto della prima casa.
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