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Cosa è il diritto di recesso: una garanzia per i consumatori

Indice:

Il diritto di recesso o diritto di ripensamento è una garanzia in favore del consumatore, che gli permette di restituire entro 14 giorni un bene o un servizio acquistato a distanza o fuori dai locali commerciali, risolvendo unilateralmente il contratti stipulato e senza dare alcuna spiegazione.

Infatti, questo diritto per il consumatore è sancito dagli articoli 52 e seguenti del Codice del Consumo che specificano i contratti conclusi a distanza o fuori dai locali commerciali per i quali è previsto un diritto di recesso e questo può essere richiesto anche per gli acquisti online con ritiro in negozio, in quanto la conclusione del contratto è avvenuto al di fuori di esso.

Inoltre, per poter recedere un contratto a distanza e negoziato fuori dei locali commerciali, quest’ultimo deve avere come carattere imprescindibile il fatto di essere concluso tra un professionista e un consumatore.

Il diritto di recesso non è presente solo nel Codice del Consumo, favorevole al consumatore considerato come la parte debole del contratto, ma anche dall’articolo 1373 del Codice Civile che permette alle parti contraenti di inserire nell’accordo di vendita un diritto di ripensamento con garanzie anche più ampie rispetto a quelle precedentemente accennate, oltre un mezzo per contestate la validità della transazione, come nel caso di vizi del contratto o inadempimento dell’altro contraente.

come esercitare il diritto di recesso

Come funziona il diritto di recesso entro 14 giorni?

Il diritto di recesso può essere esercitato entro 14 giorni dalla conclusione del contratto di vendita, ma ci sono dei casi in cui questo termine è prolungato a 30 giorni. Infatti, questo avviene per gli accordi vendita frutto di visite non richieste di un professionista presso l’abitazione di un consumatore oppure di uscite organizzate da un professionista con lo scopo o con l’effetto di promuovere o vendere prodotti ai consumatori. Il termine per richiedere il diritto di recesso sarà esteso a 30 giorni a partire dal giorno della finalizzazione del contratto se coinvolge dei servizi mentre per i beni parte dal giorno in cui il consumatore entra in possesso dell’acquisto o:

  • se si sono ordinati più beni con un solo ordine, il tempo per il diritto di recesso parte dal giorno in cui il consumatore riceve l’ultimo bene;
  • se si sono ordinati beni costituiti da pezzi o lotti, il tempo per il diritto di ripensamento parte dal giorno in cui il consumatore riceve l’ultimo pezzo o lotto;
  • se il consumatore ha concluso un contratto che prevede la consegna periodica di beni nel corso di un dato periodo di tempo, il tempo per il diritto di recesso parte dal giorno di ricevimento del primo bene;
  • per i servizi di acqua, luce e elettricità che sono venduti non in quantità o volume determinato, di teleriscaldamento o di contenuto digitale non fornito su un supporto materiale, il tempo per il diritto di ripensamento parte dal giorno della conclusione del contratto.

Inoltre, il periodo di recesso può essere esteso a 12 mesi e 14 giorni quando il professionista non adempie all’obbligo di informare l’utente in merito al diritto di recesso. Invece, se il professionista fornisce al consumatore le informazioni sul diritto di recesso tardivamente, il termine dei 14 o 30 giorni parte dal giorno in cui l’utente ne è stato informato, come afferma l’articolo 53 del Codice del Consumo.

Quando non si può esercitare il diritto di recesso?

Il diritto di recesso ai sensi dell’articolo 59 del Codice del Consumo prevede alcuni casi in cui il consumatore non può eseguirlo e questo avviene quando acquista:

  • servizi già eseguiti oppure se il contratto che prevede l’obbligo di pagare per il consumatore quando l’esecuzione è già iniziata con il consenso dell’utente ed ha accettato il fatto che perderà il diritto di recesso alla fine dell’adempimento del contratto da parte del professionista;
  • beni o servizi il cui prezzo è legato a fluttuazioni nel mercato finanziario e che il professionista non può controllare;
  • beni personalizzati o su misura;
  • beni che si possono deteriorare o scadere rapidamente;
  • beni sigillati e aperti dopo la consegna che non possono essere restituiti per motivi igienici o di salute;
  • registrazioni audio o video e software informatici sigillati che vengono aperti dopo la consegna;
  • alloggi per fini non residenziali, il trasporto di beni, i servizi di noleggio di autovetture, i servizi di catering o i servizi riguardanti le attività del tempo libero  qualora il contratto preveda date o un periodo di esecuzione determinato;
  • beni che per loro natura sono mescolati con altri beni;
  • bevande alcoliche acquistate a prezzo concordato, con consegna dopo 30 giorni ed il cui valore dipende da fluttuazioni di mercato non controllabili dal professionista;
  • visite di professionisti per lavori di manutenzione o riparazione, ma il diritto di ripensamento può essere richiesto per altri servizi forniti durante tali visite o per altri beni che non sono i pezzi di ricambio utili per le riparazioni o le manutenzioni, a meno esse non siano specificamente richieste dal consumatore, il servizio venga interamente prestato dopo il consenso dell’utente;
  • giornali, periodici e riviste, a meno che non siano in abbonamento.

Le prime cinque eccezioni di questo elenco non si applicano per i contratti conclusi nel contesto di visite non richieste di un professionista presso l’abitazione di un consumatore oppure di escursioni organizzate da un professionista con lo scopo o con l’effetto di promuovere o vendere prodotti ai consumatori.  Inoltre, il comma 2 dell’articolo 47 del Codice del Consumo prevede che il diritto di recesso non può essere applicato per i contratti che non superano i 50 euro, a meno che il consumatore abbia stipulato più contratti con lo stesso venditore la cui entità pecuniaria totale superi i 50 euro, così come suggerito dall’Unione Europea.

Esercizio del diritto di ripensamento per un contratto concluso telefonicamente

L’articolo 51 del Codice del Consumo prevede la disdetta dal contratto concluso telefonicamente possa avvenire dopo che questo si perfezioni concretamente solo lo svolgimento di alcuni adempimenti. Infatti, l’esercizio del recesso può avvenire per i contratti concordati al telefono solo quando essi si sono effettivamente concretizzati, ovvero se:

  • il professionista ha confermato l’offerta al consumatore, con l’invio della proposta contrattuale, assieme alle informazioni precontrattuali, in forma scritta o su un supporto durevole prima della consegna del bene o dell’inizio del servizio fornito;
  • il consumatore firma digitalmente il contratto inviato o lo conferma su un supporto durevole.

Se queste condizioni non vengono rispettate, il contratto non sarà considerato valido. In caso contrario, il consumatore ha diritto ad esercitare il recesso secondo le modalità ed i tempi previsti dalle normativi vigenti. Invece, il professionista può ricevere il pagamento dall’utente per i costi relativi alla fornitura data durante il periodo del recesso se il consumatore ha richiesto la sua attivazione nel corso di questo tempo e dovrà essere proporzionale al prezzo totale concordato o, se eccessivo, al suo valore di mercato.

diritto di ripensamento

Cosa deve comunicare il professionista al consumatore in merito al recesso

Il professionista che vende beni e servizi deve comunicare al consumatore le seguenti informazioni:

  • l’esistenza del diritto di ripensamento, indicando le condizioni, i termini e le procedure per ottenerlo in modo corretto;
  • il costo della restituzione dei beni, per i casi in cui è a carico del consumatore;
  • l’utente deve pagare costi ragionevoli al professionista dopo avere effettuato la comunicazione del recesso;
  • le eccezioni al diritto di recesso e le condizioni in cui avviene la perdita del diritto di ripensamento.

Inoltre, il professionista deve comunicare le condizioni del recesso se il contratto prevede una data di scadenza, è a tempo indeterminato o è previsto un suo rinnovo automatico. Ricordiamo che il diritto di ripensamento tutela il consumatore in quanto, per le tipologie di contratti per i quali si può ottenere, serve a tutelarlo per acquisti effettuati in mancanza della possibilità di valutare e toccare con mano eventuali mancanze, caratteristiche e funzioni dei beni o servizi comprati, tipica delle spese eseguite in negozio.

Come recedere da un contratto durante il periodo di recesso

Il diritto di recesso dal contratto di vendita bisogna inviare la propria comunicazione al professionista tramite raccomandata o posta elettronica certificata PEC, due metodi che permettono di avere la data certa di spedizione anche quando essa può essere ricevuta dopo i termini per esigere il recesso. Inoltre, il consumatore può:

  • inviare elettronicamente il modulo di recesso sul sito del professionista, indicando il contratto dal quale si vuole recedere, la data dell’ordine e della consegna del bene o la ricezione del servizio e sottoscrivendolo;
  • inviare per iscritto e in forma cartacea la decisione di esercitare il diritto di ripensamento nel caso di acquisti perfezionati;
  • comunicare con il modulo tipo di recesso previsto dal Codice del Consumo la volontà di recedere dall’accordo.

Ricordiamo che le norme vigenti non prevedono l’obbligatorietà della forma scritta per la comunicazione di recesso, può essere eseguita anche in forma orale, ma farlo per iscritto serve al consumatore che ha a suo carico l’onere della prova in merito a tale richiesta.

Cosa fare in caso di acquisti online

Anche per gli acquisti fatti online è previsto il recesso dal contratto di acquisto in favore del consumatore, secondo quanto previsto dagli articoli del Codice del Consumo.

Infatti, il consumatore può richiedere il reso del bene o servizio acquistato facendone richiesta entro 14 giorni dal ricevimento e l’e-commerce deve restituire l’importo pagato dall’utente ed i costi di spedizione.

Anche per gli acquisti eseguiti online, valgono i casi in cui il recesso è escluso e non dà il diritto al consumatore di recedere dal contratto di vendita.

Inoltre, l’e-commerce deve fornire al consumatore in merito al recesso quali sono le procedure per esercitare tale diritto conformemente alla normativa vigente ed i casi in cui perde il diritto di recesso.

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Come esercitare il diritto di recesso

Il consumatore può recedere dal contratto, secondo quanto previsto dall’articolo 54 del Codice del Consumo, attraverso l’invio nei termini previsti di una comunicazione al professionista, informandolo della sua volontà di eseguire l’ esercizio del diritto di recesso.

Infatti, durante il periodo di recesso, il consumatore deve inviare attraverso il modulo di recesso o effettuare una dichiarazione esplicita in cui specifica la decisione di volere recedere da un contratto. 

Il proprio diritto di recesso deve essere esercitato entro il termine di 14 giorni o 30 giorni a seconda dei casi previsti e fa fede la data di invio della comunicazione. Quest’ultima può avvenire online attraverso la compilazione di un apposito modulo o online, secondo quanto previsto dal professionista.

Inoltre, il professionista deve confermare su un supporto durevole l’avvenuta ricezione della comunicazione del consumatore, al quale spetta l’onere della prova per il diritto di recesso e di spedire i beni acquistati entro il periodo previsto, quando il periodo di recesso termina quattordici giorni dopo o trenta giorni dopo il giorno dell’avvenuto acquisto.

La restituzione dei beni e gli altri effetti quando si esercita il diritto di recesso previsto dal Codice del Consumo

Quando si realizza il diritto di recesso in caso di acquisti effettuati con contratto a distanza o negoziato fuori dei locali commerciali questo comporta degli effetti nei confronti del consumatore e del professionista protagonisti dell’accordo di vendita. Infatti, gli effetti dell’esercizio del diritto di recesso, secondo quanto previsto dall’articolo 55 del Codice del Consumo, sono:

  • a carico del consumatore ci sono i costi diretti per la restituzione del bene, a meno che non si sia concordato diversamente o il professionista non ha informato il consumatore che tale importo deve essere da lui sostenuto;
  • il professionista ritira i beni venduti se non possono essere spediti via posta, per quelli consegnati a domicilio;
  • il consumatore è responsabile se si realizza la diminuzione del valore del bene a causa di una sua manipolazione che va oltre le azioni per stabilire la natura, le caratteristiche e il funzionamento dello stesso, a meno che il professionista non abbia informato il consumatore sul diritto di recesso;
  • non ci sono costi per i consumatori per il recesso dai servizi di acqua, luce ed elettricità se il professionista non lo ha informato sul diritto di recesso o egli non ha chiesto che la prestazione iniziasse durante il periodo del recesso;
  • il consumatore non riconosce alcun costo per i contenuti digitali se non ha dato il suo consenso per l’inizio della prestazione durante il periodo di recesso, non era consapevole della perdita del suo diritto di recedere dal contratto o quando ha dato il suo consenso o non ne era informato;
  • il professionista deve rimborsare al consumatore gli importi da lui ricevuti entro quattordici giorni da quando è stato informato dalla comunicazione contenente la decisione in merito all’esercizio del diritto di recesso, utilizzando lo stesso metodo di pagamento utilizzato dall’utente per la transazione iniziale e trattenendo il rimborso prima della riconsegna del bene.

Bisogna ricordare che è nulla ogni clausola che prevede limitazioni delle somme spettanti per il rimborso del consumatore dopo l’esercizio del diritto di recesso, secondo quanto previsto dal comma 1 dell’articolo 56 del Codice del Consumo.

Può essere esercitato il diritto di ripensamento per gli acquisti effettuati in negozio?

Il recesso può essere ottenuto solo per i contratti negoziati fuori dei locali commerciali o a distanza e non per quelli conclusi in negozio.

Infatti, per gli acquisti conclusi nei negozi fisici c’è la possibilità di restituire i beni difettosi o danneggiati. In questi casi, il consumatore dovrà denunciare il difetto entro due mesi da quando si accorge dello stesso o al massimo entro due anni.

Invece, se l’acquisto in negozio del bene difettoso viene fatto da un professionista, tale termine è di otto giorni ed in tutti i casi si può richiedere la riparazione o la sostituzione del prodotto. 

Consumatore.it con i suoi consulenti è a tua disposizione per fornirti tutte le informazioni utili sui tuoi diritti dal momento della conclusione del contratto di acquisto di un bene o servizio. Infatti, potrai conoscere nel dettaglio come richiederlo prima della scadenza del periodo di recesso e cosa succede quando ha omesso di informare il consumatore riguardo tale diritto. Tesserati per avere questo servizio in maniera gratuita e rimani sempre aggiornato sui contenuti legati al consumo attraverso i nostri articoli free e con i nostri a pagamento, iscrivendoti alla newsletter.

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