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West Nile virus: il monitoraggio del Ministero della Salute

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L’anziana recentemente scomparsa e gli altri 6 casi di contagio nel Lazio hanno fatto scattare subito un forte allarmismo nella popolazione riguardo la diffusione del West Nile virus, soprattutto perché sarebbe stato trasmesse da zanzare del nostro Paese e non importante dall’estero.

Però, il Ministero della Salute, con una nota del 21 luglio, precisa che la situazione epidemiologica legata al virus West Nile segue l’andamento già riscontrato durante gli anni scorsi e che lo sta monitorando assieme alla Regione Lazio e l’Istituto Superiore di Sanità, il Centro Nazionale Sangue e Centro Nazionale Trapianti.

Il virus del Nilo si trasmette tramite la puntura di zanzara infetta ed il suo passaggio non può avvenire da persona a persona, né tramite gli animali che possono essere colpiti, prevalentemente mammiferi come cani, gatti, cavalli e conigli, provocando gravi conseguenze su persone anziane e soggetti fragili come quelli con malattie pregresse.

Per contrastare la febbre del Nilo, è stato attivato Piano Nazionale di prevenzione, sorveglianza e risposta alle Arbovirosi 2020-2025 con il supporto del Gruppo Operativo Arbovirosi e la ASL di Latina si è attivata una collaborazione con i Comuni del territorio, i Servizi Veterinari e le Autorità Regionali per monitorare gli sviluppi sulla diffusione del virus, collocata nel Sud del Lazio.

virus west nile

Che cos’è la West Nile?

Il West Nile virus è una malattia veicolata dalla zanzara del genere Culex, specie modestus e pipiens, e da uccelli selvatici che non si trasmette con il contatto tra persone, originaria dalla Regione dell’Uganda da cui prende il nome, scoperta negli anni Trenta e rilevata per la prima volta in Toscana nel 1998.

Ormai diffuso in tutti i continenti del Mondo soprattutto con la puntura di zanzara, il virus West Nile ha un periodo di incubazione di due settimane dal momento in cui si è subito l’attacco di questo insetto, tre settimane se il soggetto ha un deficit del sistema immunitario. Solitamente, i bambini sviluppano una febbre leggera, mentre i giovani arrossamento agli occhi, dolori muscolari mal di testa e febbre mediamente alta

La maggioranza dei soggetti colpiti dal virus del Nilo sono asintomatici, il 20 per cento sviluppa sintomi lievi come febbre, mal di testa, nausea, vomito, linfonodi ingrossati, sfoghi cutanei, con la loro durata che può essere compresa tra pochi giorni o qualche settimana a seconda della propria età.

Ad avere i sintomi più gravi dalla West Nile puntura sono le persone anziane e fragili che possono sviluppare febbre alta, forti mal di testa, debolezza muscolare, disorientamento, tremori, disturbi alla vista, torpore, convulsioni, fino alla paralisi e al coma, anche con conseguenze neurologiche permanenti. Un soggetto su mille può essere colpito da una encefalite letale.

Come proteggersi dalla West Nile?

Il Ministero della Salute ricorda che l’unico modo per evitare di essere colpiti dal virus West Nile è quello di seguire tutta una serie di suggerimenti che consentono di proteggersi e non esporsi alle punture delle zanzare infette. Per farlo, si deve:

  • indossare vestiti che coprono il proprio corpo ed utilizzare repellenti, consigli validi soprattutto durante le ore che coincidono con l’alba ed il tramonto;
  • avere le zanzariere alle finestre di casa;
  • non avere ristagni d’acqua su vasi e sottovasi e svuotare i contenitori che possono contenerla;
  • tenere le piscine per bambini in posizione verticale quando non sono utilizzate;
  • cambiare frequentemente l’acqua delle ciotole degli animali domestici.

La diagnosi del West Nile virus viene effettuata tramite analisi di laboratorio oppure con coltura virale o su campioni di siero fluido cerebrospinale, test da ripetere se negativi in quanto potrebbero risultare tali se svolti entro otto giorni dall’insorgenza dei sintomi. Non c’è un vaccino contro il virus del Nilo, così come un trattamento o una terapia specifica per debellarlo: solitamente i sintomi si dissolvono dopo qualche giorno o settimana, nei casi gravi si procede con il ricovero ospedaliero e l’applicazione di fluidi intravenosi e respirazione assistita.

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Come riconoscere zanzara West Nile

Riconoscere la zanzara portatrice del virus West Nile, come Culex pipiens e Culex modestus, non è semplice a occhio nudo, ma ci sono alcuni elementi distintivi. Entrambe appartengono al genere Culex, attive in estate soprattutto dal tramonto all’alba.

La Culex pipiens, detta anche zanzara comune, ha un colore marrone-grigiastro, corpo snello e ali trasparenti. Preferisce ambienti urbani e si riproduce in acque stagnanti, è grande tra i 5 ed i 7 millimetri ed la sua puntura viene inflitta a persone e mammiferi dagli esemplari femmina.  Invece, la Culex modestus, leggermente più grande, vive in zone umide e paludose, ed è riconoscibile per la presenza di bande chiare sulle zampe e sull’addome.

A differenza di altre zanzare (come la Aedes albopictus), le Culex non hanno il corpo a strisce bianche e nere. Il loro morso è generalmente silenzioso e indolore, rendendo difficile accorgersi della puntura. Se si sospetta la presenza di queste zanzare, è fondamentale adottare misure preventive: eliminare ristagni d’acqua, utilizzare zanzariere e repellenti e segnalare eventuali focolai alle autorità sanitarie.

L’identificazione certa di queste zanzare richiede spesso analisi di laboratorio, ma l’osservazione delle differenze morfologiche e comportamentali può fornire indizi utili. Entrambe le specie sono importanti vettori del West Nile virus, rendendo fondamentale il monitoraggio e il controllo.

Cosa fare se si ha la West Nile?

Se sospetti di avere contratto il virus West Nile, è importante agire con attenzione. Innanzitutto, rivolgiti subito al tuo medico o recati al pronto soccorso, soprattutto se compaiono sintomi come febbre alta, mal di testa intenso, rigidità del collo, tremori, debolezza muscolare o confusione.

Nella maggior parte dei casi, l’infezione è lieve e si risolve spontaneamente, ma nelle forme più gravi può provocare encefaliti, richiedendo cure ospedaliere. Questi sintemi di solito compaiono da 2 a 14 giorni dopo la puntura di una zanzara infetta e scompaiono da soli.

Non esistono trattamenti specifici contro il virus, ma i sintomi possono essere gestiti con farmaci antipiretici e antidolorifici. È fondamentale riposare, idratarsi adeguatamente e monitorare l’andamento clinico, oltre a proteggersi eliminando l’acqua stagnante in casa e in giardino, è il luogo dove le zanzare Culex depongono le uova, ed indossare abiti lunghi che coprono gran parte del proprio corpo.

Segnala il caso alle autorità sanitarie se richiesto, per contribuire al monitoraggio epidemiologico. Infine, per evitare la diffusione, proteggiti dalle punture di zanzara anche con repellenti e zanzariere, specialmente durante il periodo estivo e nelle aree a rischio. La prevenzione resta l’arma più efficace contro la West Nile.

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