Le liste di attese sono troppo lunghe e questo lo constatano sia i consumatori quando vanno a prenotare visite ed esami diagnostici presso gli ospedali pubblici, sia i dati che ricerche e sondaggi mostrano periodicamente.
Infatti, questa situazione è un problema diffuso in tutta Italia in forma generale, con qualche eccezione, quando si assiste a disponibilità per appuntamenti medici troppo in là nel tempo per garantire il pieno rispetto del diritto alla salute. I cittadini dovrebbero non subire questi ritardi da parte del sistema sanitario pubblico che non tutela la loro salute ed il diritto ad avere una diagnosi tempestiva e cure adeguate ad eventuali malattie riscontrate.
In questo senso, bisogna ricordare l’articolo 32 della Costituzione, il quale riconosce la tutela alla salute come un diritto individuale e collettivo inviolabile che deve essere difeso dalla nostra Repubblica, e dall’articolo 35 della Carta di Nizza che sancisce l’impegno della Comunità europea nella garanzia di un alto livello di protezione della salute umana mediante l’accesso alle cure mediche all’ottenimento delle cure mediche secondo quanto previsto dalle leggi nazionali.
Inoltre, anche l’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, con la sua Costituzione, che spiega il concetto di salute come il benessere fisico e mentale ottenibile grazie all’assenza di malattie e lo Stato si deve impegnare al suo raggiungimento, ma le liste di attesa troppo lunghe ostacolano tale obiettivo.

Come funzionano le liste di attesa sanitarie
Le liste di attesa nella sanità per esami diagnostici, visite specialistiche ed interventi chirurgici sono troppo lunghe e non garantiscono alla collettività il rispetto del diritto alla salute. Il consumatore deve sapere che sono il Decreto Legislativo numero 124 del 29 aprile 1998,il Piano Nazionale di Governo delle Liste di Attesa (P.N.G.L.A.) 2010-2012 ed ii piani regionali (P.R.G.L.A.), assieme alla Legge numero 266 del 23 dicembre 2005 che vieta la sospensione delle liste di attese, disciplinano la materia e prevedono che il medico, quando sottoscrive la prescrizione di una prestazione sanitaria da effettuare, debba stabilire la classe di priorità, specificando il quesito diagnostico, in base al fatto che si tratti di prima visita o di un accesso successivo, e nello specifico contrassegnerà il tempo entro il quale si dovrà svolgere quanto prescritto con:
- per le prime visite U, urgente entro 72 ore, B, breve entro 10 giorni, D, differibile entro 30 giorni per le visite e 60 giorni per gli accertamenti, P, programmabile entro 180 giorni;
- per i ricoveri ospedalieri, A entro 30 giorni per i casi che possono aggravarsi, B entro 60 giorni per il dolore intenso o gravi disfunzioni, C entro 180 giorni per il dolore lieve e D entro un anno per i casi senza dolori o disabilità.
Questi tempi di attesa sono fissati per tutelare la salute dei cittadini e in fase di prenotazione verrà proposta la prima data disponibile, ma se si superano questi limiti ci sono dei modi per tutelarsi e svolgere come visite ed esami di cui si necessita senza aspettare troppo tempo e pagando solo il ticket.
Il Governo e le liste di attesa lunghe
A livello governativo, in estate c’è stata l’approvazione del Decreto Legislativo numero 73 del 7 giugno 2024 in tema di liste di attesa troppo lunghe che ha messo in campo disposizione per ridurre i tempi per la prenotazione e l’erogazione delle prestazioni sanitarie. Nel dettaglio, il contenuto di questa Legge ha previsto:
- la creazione di una Piattaforma nazionale delle liste di attesa presso l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari (Agenas) che controllare le agende delle Regioni e delle Province autonome ed attivare audit in caso di malfunzionamenti ed inefficienze;
- la modifica del CUP, il Centro unico di prenotazione, disponendone uno a livello regionale o interregionale sia per le strutture sanitarie pubbliche che per quelle private convenzionate, garantendo la piena trasparenza delle agende ed il divieto di chiuderle o sospenderle;
- il pagamento del ticket anche quando il cittadino prenota o non effettua la prestazione sanitaria senza dare una disdetta con giustificati motivi, tranne per i casi di forma maggiore o impossibilità sopravvenuta;
- la possibilità che gli esami possano essere effettuati anche al sabato e alla domenica, con aumento degli specializzandi e alcune prestazioni da svolgere in farmacia;
- l’attività intramuraria ed il sistema privato accreditato per effettuare le visite quando le prenotazioni delle liste di attesa superano le tempistiche stabilite dalle norme con il solo pagamento del ticket, norma chiamata anche saltafila, nei limiti delle risorse presenti nella Legge di Bilancio 2024.
Bisogna attendere qualche tempo per capire se queste disposizioni basteranno a ridurre le disfunzioni a livello di prenotazioni di visite ed esami, ma sembra che, dai numeri fin qui registrati, servano più fondi ed assunzioni nel sistema sanitario pubblico per fornire un servizio più facilmente accessibile e funzionante.

Cosa fare per combattere le liste di attesa troppo lunghe
I consumatori che devono prenotare una prestazione sanitaria all’interno del sistema pubblico possono farlo, muniti di impegnativa medica, per telefono, online, allo sportello o in farmacia, e, se i tempi previsti superano quelli sanciti dal direttore AUSL e dalla normativa in materia, si può richiedere lo svolgimento della prestazione in regime di attività libero-professionale intramuraria o intramoenia, attraverso una richiesta con modulo precompilato da presentare al Direttore Generale dell’Azienda Sanitaria, che deve contenere:
- i dati personali del richiedente;
- la visita, prestazione o esame richiesto;
- la prima data disponibile comunicata in fase di prenotazione;
- i motivi di urgenza come pericolo di vita, aggravamento della malattia o cure non tempestive che la struttura pubblica non è in grado di dare nei tempi previsti;
- il proprio diritto a conoscere i tempi tra l’erogazione della prestazione e la sua erogazione;
- l’impossibilità di rispettare tali tempi e la richiesta di svolgere la prestazione in intramoenia.
Se le liste di attesa sono troppo lunghe ed i tempi di prenotazione superano quelli previsti dalla normativa, sarà l’azienda sanitaria pubblica a pagare la differenza economica tra il costo della prestazione sanitaria in intramoenia o presso una struttura privata accreditata ed il ticket, quest’ultimo pagato dal paziente, nulla se quest’ultimo ha l’esenzione.
Come tutelarsi contro le liste di attesa troppo lunghe
Se i tempi di prenotazione proposti dalle liste di attesa superano i limiti di Legge ed il CUP non ti richiama per fornirti un’altra struttura pubblica o privata convenzionata che svolga la prestazione rispettandoli, hai l’alternativa di presentare un’istanza al Direttore Generale della ASL di competenza sul tuo territorio, reperendo gli indirizzi PEC sul sito del Ministero della Salute o delle singole Regioni, o inviandolo con una raccomandata A/R.
Solitamente, svolgendo tale istanza, si viene richiamati dal CUP per fissare la prenotazione della visita nei tempi utili, se questo non avviene si può utilizzare il modulo compilato ed inviato al Direttore Generale della ASL per mettere in mora la stessa Azienda Sanitaria Locale ed ottenere il rimborso della prestazione svolta presso una struttura sanitaria privata.
Ricordiamo che presentare reclamo è importante non solo per fare rispettare i propri diritti, relativamente alle liste di attese lunghe o bloccate illegittimamente, in quanto qualora il sistema delle agende non funzioni, sono i direttori generali delle ASL ad essere rimossi dal loro incarico a causa di inadempienza rispetto agli obiettivi di salute e assistenziali che non dovessero essere raggiunti.
Consumatore.it è al fianco degli utenti per far rispettare i propri diritti in materia di tutela del diritto alla salute, mostrando tutte le azioni possibili per ricevere visite ed effettuare esami secondo i tempi previsti dalla Legge, in modo da ricevere diagnosi e cure tempestive. Chiamaci al nostro numero verde o compila il form per descrivere il tuo problema e sarai ricontattato dai nostri esperti per ricevere il nostro sostegno. Tesserandoti, potrai usufruire di un’assistenza a costi agevolati ed iscrivendoti alla nostra newsletter a pagamento rimarrai sempre aggiornato con contenuti esclusivi. Ricorda che puoi anche leggere i nostri articoli free per conoscere leggi, consigli per risparmiare, le garanzie su beni e servizi e tutto ciò che riguarda il mondo del consumo, potendo anche interagire con la nostra community per scambiare opinioni su esperienze o problematiche legate a questo tema.

