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Digital Markets Act: le sanzioni europee contro Apple e Meta

Indice:

La Commissione europea ha recentemente erogato multe pesanti a due colossi interazionali del settore digitale, Meta ed Apple, per violazioni ad alcune disposizioni normative contenute nel DMA, Digital Markets Act, precisamente il 23 aprile 2025.

Infatti, queste aziende digitali sono state condannate per non aver rispettato le regole contenute all’interno di questa recente Legge sulla trasparenza, sull’equità nei mercati online e sul trattamento dei dati personali, con la decisione di multare queste Big Tech si inseriscono nello scontro commerciale tra USE ed Europa.

Le multe inflitte dall’Europa hanno avuto un ammontare complessivo di 700 milioni di euro ma sono state impugnate dalle due società che se le sono viste comminare, in quanto queste ultime le considerano infondate, con le indagini che coinvolgevano le grandi aziende tecnologiche, anche Google, che erano iniziate nel 2024 negli Stati Uniti d’America.

In particolare, per quanto riguarda il trattamento dei dati personali, le criticità riscontrate che hanno sostenuto l’irrogazione di queste sanzioni dipende dalla raccolta del consenso senza il rispetto delle norme di Legge in materia, il mancato adeguamento alla decisione europeo entro sessanta giorni porterà alla comminazione di sanzioni pari al 5 per cento del loro fatturato medio per queste aziende.

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Cos’è il Digital Markets Act

Il Digital Markets Act (DMA) è una normativa dell’Unione Europea entrata in vigore nel 2024, pensata per regolamentare le attività delle grandi piattaforme digitali, definite come gatekeeper (guardiani dell’accesso). L’obiettivo principale è garantire una concorrenza leale nel mercato digitale europeo e tutelare i diritti di consumatori e imprese più piccole.

Le aziende che rientrano nella definizione di gatekeeper sono quelle con un impatto significativo sul mercato, come Google, X, Apple, Meta, Amazon e Microsoft. Il DMA impone loro obblighi specifici, come garantire l’interoperabilità tra servizi, non favorire i propri prodotti rispetto a quelli di terzi e permettere agli utenti di disinstallare applicazioni preinstallate.

Gli altri obiettivi di questa normativa sono quelli di facilitare la comunicazione con utenti di piattaforme diverse, permettere ai consumatori di scegliere liberamente applicazioni da scaricare e disinstallare, il proprio browser, motore di ricerca o servizio di pagamento, l’accesso equo ai dati ed una maggiore tutela della privacy con la limitazione dell’uso dei dati personali per la pubblicità mirata.

La violazione delle regole può comportare sanzioni economiche severe, fino al 10 per cento del fatturato globale annuo. Il DMA rappresenta un passo importante per creare un ecosistema digitale più aperto, competitivo e trasparente per utenti e imprese in tutta Europa.

Quali sono i vantaggi del Digital Markets Act per i consumatori

Il Digital Markets Act  rappresenta un’importante iniziativa dell’Unione Europea per rendere il mercato digitale più equo e competitivo. Tra i principali vantaggi per i consumatori, vi è l’aumento della trasparenza e della possibilità di scelta. Le grandi piattaforme digitali, come ad esempio Google, Apple o Amazon, dovranno garantire un accesso più equo ai servizi e non potranno favorire i propri prodotti rispetto a quelli dei concorrenti.

Inoltre, i consumatori potranno disinstallare app preinstallate, usare applicazioni di terze parti più facilmente e beneficiare di una maggiore interoperabilità tra servizi digitali. Questo porta a un miglioramento della qualità e all’abbassamento dei prezzi grazie alla maggiore concorrenza.

Gli utenti potranno anche assistere ad una minore pubblicità invasiva quando utilizzano determinate piattaforme digitali, anche se il rischio è che le aziende digitali, per compensare la mancata profilazione pubblicitaria, introducano costi nascosti oppure limitare alcune funzionalità gratuite.

Il DMA tutela anche i dati personali degli utenti, limitando l’uso incrociato delle informazioni raccolte. In sintesi, il Digital Markets Act rafforza i diritti dei consumatori e promuove un ecosistema digitale più equilibrato e innovativo.

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La sanzione di 500 milioni di euro per Apple

La multa di 500 milioni di euro comminata dalla Commissione europea ad Apple è dovuta alla violazione delle norme sulla concorrenza all’interno del proprio ecosistema digitale e previste dal DMA, con i loro sviluppatori che avrebbero ostacolato gli utenti nella fruizione di offerte più convenienti al di fuori del suo store.

Quindi, i consumatori che hanno IPad eD IPhone non hanno potuto accedere ad offerte economicamente più favorevoli di aziende terze ad Apple, con quest’ultima che ne avrebbe ottenuto un vantaggio a livello di guadagni diretti.

Inoltre, la Commissione Europea ha ordinato a questo colosso digitale di togliere ogni ostacolo tecnico e commerciale che limitino le libertà degli sviluppatori ed incidano negativamente su quella di scelta degli utenti che hanno dovuto pagare di più i servizi scelti a causa delle pratiche scorrette dell’azienda.

La stessa Commissione sta attenzionando Apple sull’introduzione della nuova Core Technology Fee, sui criteri di ammissibilità eccessivamente restrittivi e su un’esperienza di installazione complicata e disincentivante delle App distribuite al di fuori dell’Apple Store, pratiche che scoraggerebbero i consumatori ad utilizzare canali alternativi per i loro acquisti.

La multa di 200 milioni di euro per Meta

La sanzione di 200 milioni di euro inflitta a Meta dalla Commissione europea è dovuta fondamentalmente all’introduzione da parte del colosso digitale del modello pay or consent che mette gli utenti di fronte a due scelte: accettare il tracciamento personalizzato di pubblicità offerto dalla piattaforma, che poteva utilizzare i dati dei consumatori per annunci mirati, oppure pagare un abbonamento mensile per continuare ad usarla senza l’inserimento di messaggi pubblicitari.

Questa multa è stata giustificata per il mancato rispetto del rilascio del consenso al trattamento dei dati personali, così come previsto dalle norme del GDPR, ovvero libero, informato, specifico e inequivocabile, accettando il loro tracciamento pur di non pagare.

L’autorità europea ha suggerito a Meta di introdurre una terza opzione agli utenti che consenta loro, ad esempio, di ricevere pubblicità non personalizzata senza dover pagare, ma l’azienda digitale ha introdotto a novembre 2024 una versione rivisitata del pay or consent mediante una una riduzione dell’uso dei dati personali.

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