Il recupero crediti ticket sanitari è un’attività che viene effettuata dalle ASL quando questi enti locali maturano dei diritti economici nei confronti dei consumatori che hanno fruito delle prestazioni pubbliche della sanità ma il pagamento dei suoi costi non è avvenuto in base a quanto dovuto.
Infatti, può capitare che i pazienti che si rivolgono al Servizio Sanitario Nazionale non abbiano pagato quanto stabilito dalla Regione a cui si è rivolto per la prestazione sanitaria, il costo spesso varia da territorio a territorio, e devono riconoscere quanto richiesto dalla ASL.
Molto spesso il recupero crediti ASL viene richiesto quando non si aveva diritto all’esenzione dal pagamento dei costi di una prestazione medica di cui si è goduto e si presenta sottoforma di avvisi o cartelle che richiedono il riconoscimento delle somme rivendicate dalle Aziende Sanitarie Locali.
Però, capita che le cartelle di pagamento arrivino dopo svariati anni e per i consumatori risulta molto utile conoscere quando scatta la prescrizione ticket ASL per i costi non corrisposti delle prestazioni sanitarie agli enti sanitari locali non rispettando le regole da loro previste.

Come funziona la prescrizione ticket ASL
Come gran parte dei diritti, anche la prescrizione ticket ASL è decennale ed il diritto al credito maturato nei confronti dei consumatori inadempienti deve essere esercitato entro tale finestra temporale per evitare di perderlo, secondo quanto specifica l’articolo 2935 del Codice civile.
Infatti, solo la prescrizione per i risarcimenti pari a 5 anni, due anni per quelli derivanti da sinistri stradali, cinque anni per i canoni di affitto ed un anno per le rate dei premi assicurativi sono le eccezioni previste dall’articolo 2946 del Codice civile riguardo alle scadenze temporali necessarie per non incorrere nella decadenza del diritto spettante.
Per far scattare la prescrizione del recupero ticket non pagati serve che l’ASL non faccia nulla per interrompere il tempo per esercitare il proprio diritto che parte dal momento in cui il mancato pagamento della prestazione sanitaria dovuta.
Ad esempio, tale prescrizione decennale per il recupero ticket sanitari può essere interrotta dalle ASL con l’invio di una lettera di diffida, facendo ricominciare il suo conteggio, o intraprendendo un’azione giudiziale nei confronti del soggetto inadempiente, evitando che la essa si realizzi durante lo svolgimento del processo.
Quando vanno in prescrizione i ticket sanitari?
Le ASL hanno dieci di tempo, alcune Regioni lo hanno abbreviato a cinque anni, per poter esigere le somme non pagate dai consumatori per le prestazioni sanitarie fornite e possono interrompere il raggiungimento di tale scadenza con una diffida o una richiesta formale di pagamento che consente di far ricominciare il decorso della prescrizione.
Il termine di prescrizione ticket ASL inizia dal giorno seguente al suo mancato pagamento e le Aziende Sanitarie locali possono inviare un paio di solleciti bonari per ottenere quanto loro spetta, altrimenti possono passare alla diffida ed alla messa in mora del consumatore inadempiente e da quel momento decorrono anche gli interessi.
Però ci sono dei casi in cui le ASL vengono avvertite dall’Agenzia delle Entrate, in seguito ai suoi accertamenti, che il consumatore non ha pagato il ticket sanitario e questo porta la decorrenza del termine di prescrizione a partire da quando le Aziende Sanitarie Locali ne sono venute a conoscenza dall’Ente di Riscossione.
Il calcolo della decorrenze della prescrizione sul recupero ticket sanitari è fondamentale per comprendere in base all’inerzia o meno delle ASL se si deve pagare quanto richiesto dagli enti sanitari locali ed eventualmente agire nelle sedi opportune per non pagare quanto richiesto.

Cosa succede se non si paga un ticket sanitario?
Quando il contribuente non paga il ticket sanitario può essere diffidato o messo in mora dall’ASL di riferimento e se non aveva diritto all’esenzione dal pagamento, pagando quanto dovuto con le sanzioni e gli interessi maturati, salvo richiesta avvenuta oltre il tempo di prescrizione.
I consumatori che hanno ricevuto la diffida dell’Azienda Sanitaria Locale per il recupero ticket non pagati vengono iscritti al ruolo dall’Agenzia delle Entrate che, tramite l’invio di una cartella sanitaria, dà sessanta giorni di tempo per corrispondere quanto dovuto oppure impugnare la richiesta presso il Giudice tributario.
L’intervento dell’Ente di Riscossione sul recupero crediti ASL è dovuto dal fatto che la giurisprudenza considera il ticket sanitario come una tassa che deve essere riconosciuta dal contribuente quando egli non rientra nei casi di esenzione o ha presentato un’autocertificazione errata o falsa.
Per evitare di incorrere nel recupero crediti ASL è necessario che i consumatori conservino la documentazione dei ticket ospedalieri anche quando sono terminati i tempi di accertamento in seguito alla loro presentazione nella dichiarazione dei redditi, sarà utile per dimostrare che si è attivata su di essi la prescrizione.
Come opporsi al recupero crediti ticket sanitari
Se si decide di opporsi alla cartella esattoriale per il recupero crediti ASL, il consumatore può impugnarla davanti alla Corte di giustizia tributaria entro sessanta giorni dall’invio della richiesta di pagamento da parte di Agenzia delle Entrate e bisogna sapere che la prescrizione per le sanzioni e gli interessi è di cinque anni.
Questo avviene quando il contribuente è certo dell’esenzione dal ticket sanitario non pagato oppure quando il diritto di richiedere il credito maturato per la mancata corresponsione dell’importo derivante dalla prestazione sanitaria di cui si è fruito è stato fatto valere fuori tempo massimo ed è incorso in prescrizione.
Allo stesso tempo, se il consumatore è inadempiente, può richiedere la rateizzazione di quanto dovuto per il ticket sanitario non pagato e se non si riconosce la somma dovuta o non si impugna la cartella esattoriale si può essere oggetto di pignoramenti che possono colpire i beni del debitore come conti correnti, stipendi, pensioni e immobili.
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