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Come annullare un finanziamento al consumo: ecco cosa fare

Indice:

Conoscere come annullare un finanziamento è necessario quando non si intende più beneficiare dell’accordo che si è stipulato con una banca o un intermediario finanziario che ha prestato denaro per acquistare un bene o un servizio.

Infatti, si può decidere di annullare un finanziamento quando il denaro prestato non serve più, ovvero quando non si rinuncia all’acquisto di un prodotto oppure ci si accorge che le sue rate mensili sono troppo onerose da pagare e quindi impossibili da restituire.

Annullare il contratto di finanziamento si può, attraverso il recesso, ma naturalmente questo comporta la restituzione in toto della somma prestata dalla banca o da qualsiasi altro istituto erogatore del prestito.

Consumatore.it è a tua disposizione per indicarti come procedere per annullare un prestito personale, un prestito finalizzato ad un acquisto e per i problemi relativi alle carte di credito, mediante una consulenza che ci permetterà di comprendere il problema, procedere con la negoziazione o la conciliazione e le vie legali nei casi in cui questa è l’unica via possibile per avere rispettati i propri diritti sui finanziamenti.

annullare un finanziamento

Come annullare un finanziamento: il recesso del contratto

Se si ha la necessità di annullare un finanziamento, ad esempio quando si acquista un elettrodomestico e questo non viene consegnato, si deve procedere con la rescissione del contratto, inviando alla banca o all’intermediario finanziario che ce lo ha concesso una apposita comunicazione.

Questa lettera, spedita solitamente tramite raccomandata A/R o PEC, entro 14 giorni dalla data della firma del contratto di finanziamento al consumo, deve contenere la volontà di recedere dall’accordo senza dare alcuna spiegazione in merito alla decisione di annullamento. In questo caso, non si incorrerà in penali da pagare.

Bisogna ricordare che la comunicazione di recesso deve essere comunque inviata secondo le modalità previste dal contratto sottoscritto per evitare problemi in merito, mentre se si superano i 14 giorni per effettuare tale richiesta si potrà restituire i soldi prestati in un’unica soluzione.

Invece, qualora la richiesta di recesso sia inviata nel tempo limite previsto dal Codice del Consumo, ma si riceve comunque il denaro del finanziamento, si ha 30 giorni di tempo a partire dalla data di annullamento del contratto per restituire le somme prestate. Nel caso di superamento del tempo limite per il recesso, oltre alla restituzione dell’importo prestato, può prevedere anche il pagamento degli interessi maturati, comunque pochi rispetto al poco tempo trascorso tra la sua erogazione e la cessazione, oltre alle spese di istruttoria o le imposte di bollo. Passati i 30 giorni, non si parla di annullamento del finanziamento ma di estinzione del debito e quest’ultima procedura prevede anche la corresponsione delle penali.

Quando annullare o sospendere un finanziamento

Un finanziamento può servire ai consumatori per realizzare un acquisto, entrando in possesso di una liquidità di cui non era in possesso fino a quel momento, impegnandosi a restituire quanto dovuto secondo quanto previsto dall’accordo.

I finanziamenti non riguardano solo il rapporto le banche e gli intermediari finanziari ma possono essere concessi anche dai venditori e questi ultimi sono più semplici da annullare, causa servizio non fornito o prodotto guasto, danneggiato o non conforme, applicando i relativi diritti.

Con il diritto di recesso ed i 14 giorni di tempo per esercitarlo è relativamente semplice annullare un finanziamento senza dover pagare interessi maturati e penali previsti dall’accordo, mentre è più difficile annullarlo o sospenderlo superato questo tempo limite, soprattutto quando il problema è l’incapacità di restituire le somme prestate tramite le rate mensili.

Infatti, ottenere l’annullamento del finanziamento quando alcune rate sono state già pagate è possibile e più conveniente, si ottiene il rimborso di quanto già versato quando la ragione è legittima, mentre la sospensione porta al blocco momentaneo del pagamento dei ratei periodici, ma gli interessi continuano a maturare ed alla fine del finanziamento si pagherà un importo totale superiore a quello concordato.

annullare un prestito

Annullare un finanziamento con la risoluzione stragiudiziale

Se la comunicazione di recesso del finanziamento ed il reclamo inviato alla banca o all’intermediario finanziaria che lo ha concesso non risponde o ci rende una risposta non soddisfacente, la conciliazione paritetica è il passo successivo che il consumatore può effettuare. Infatti, questa procedura, dalla durata anche superiore ai 90 giorni, permette di trovare un accordo con gli istituti finanziari per controversie riguardati prestiti personali o finalizzati al consumo, anche per gli importi relativi alle carte di credito, mediante il confronto tra le parti in controversia gestite da un consulente legale. La mediazione può portare a due soluzioni:

  • un accordo che consumatore e banca devono rispettare secondo i termini concordati dalle parti;
  • il mancato accordo, a questo punto l’utente può procedere davanti all’Arbitrato Bancario Finanziario o in Tribunale per ottenere l’annullamento del finanziamento.

Nel caso di accordo trovato, il consumatore è libero di accettarlo o rifiutarlo, mentre nel caso di mancato accordo le procedure previste aumentano i costi per ottenere l’annullamento del finanziamento in quanto serve l’ausilio di un avvocato. 

Annullare un finanziamento con un avvocato

Il supporto di un avvocato esperto in diritto bancario e finanziario è l’ultimo passo che il consumatore deve compiere quando le altre strade fin qui descritte non portano all’annullamento del finanziamento di cui egli non vuole beneficiare.

Infatti, un legale preparato analizza il caso, leggendo tutta la documentazione che l’utente gli fornisce e naturalmente il contenuto del contratto che si vuole annullare per valutare termini e trovare eventuali clausole abusive o irregolarità, suggerendo le vie da intraprendere per ottenere il risultato sperato. 

Inoltre, un avvocato specializzato può anche assistere il consumatore nell’invio della comunicazione di recesso per evitare errori nella sua compilazione, sfruttare le sue abilità nei rapporti con le banche per trovare un accordo in fase di mediazione e portare gli istituti finanziari davanti all’Arbitrato Bancario Finanziario o dal Giudice ordinario quando queste soluzioni non hanno portato risultati o si sono ravvisate pratiche scorrete da parte dell’erogatore del finanziamento.

Consumatore.it mette a disposizione degli utenti la competenza e la professionalità di consulenti legali ed avvocati per annullare un finanziamento al consumo e far rispettare i diritti in materia di rapporti con le banche ed intermediari finanziari scorretti, seguendo le procedure più convenienti e confrontandosi con essi nelle sedi opportune. Chiamaci al nostro numero verde o compila il form per descrivere il tuo problema e sarai ricontattato dai nostri esperti per ricevere il nostro sostegno. Tesserandoti, potrai usufruire di un’assistenza a costi agevolati ed iscrivendoti alla nostra newsletter a pagamento rimarrai sempre aggiornato con contenuti esclusivi. Ricorda che puoi anche leggere i nostri articoli free per conoscere leggi, consigli per risparmiare, le garanzie su beni e servizi e tutto ciò che riguarda il mondo del consumo, potendo anche interagire con la nostra community per scambiare opinioni su esperienze o problematiche legate a questo tema.

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