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Conto di base: il richiamo di Bankitalia a banche e Poste

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Il conto di base è troppo poco diffuso nel nostro Paese: questo è quanto emerge dal contenuto del richiamo scritto dalla Banca d’Italia e rivolto ad istituti bancari, Poste Italiane ed altri soggetti abilitati a prestare servizi di pagamento mediante una comunicazione di qualche giorno fa e frutto dell’attività di vigilanza dell’organismo.

Infatti, Bankitalia ha evidenziato che gli operatori di questi istituti scoraggiano o ostacolano l’attivazione dei conti di base che i cittadini con reddito basso possono ottenere gratuitamente, potendo così accedere a servizi di pagamento fondamentali in modo semplice.

Per questo motivo, il conto corrente di base sta avendo una diffusione molto più limitata in Italia che nel resto dei Paesi dell’unione Europea, uno strumento che i consumatori più vulnerabili trovano molto utile per gestire piccole quantità di denaro.

La Banca d’Italia chiede agli operatori bancari, postali e di altri prestatori di servizi di pagamento di seguire le regole, le procedure e le prassi previste dalla Legge in materia di rapporto con la clientela, rimuovendo ogni ostacolo che non consente ai soggetti a basso reddito di accedere al conto di base.

Cosa si intende per conto di base

Monete e banconote euro con calcolatriceIl conto di base è un prodotto bancario pensato per offrire ai consumatori un insieme essenziale di servizi finanziari a costi contenuti e trasparenti. Si tratta di un conto corrente semplificato che permette di effettuare le principali operazioni quotidiane, come:

  • accreditare lo stipendio o la pensione
  • eseguire bonifici
  • prelevare contanti
  • utilizzare una carta di pagamento
  • gestire i propri risparmi

 

Il conto corrente di base bancario è stato introdotto per favorire l’inclusione finanziaria e garantire a tutti i cittadini l’accesso ai servizi di pagamento fondamentali. Le banche, le Poste e gli altri operatori di servizi di pagamento devono proporre condizioni chiare, indicando eventuali canoni annuali e il numero di operazioni comprese. Prima di scegliere un conto di base è consigliabile confrontare costi, servizi inclusi e condizioni applicate dall’istituto bancario.

Differenza tra conto corrente e conto base

La differenza tra conto corrente e conto base riguarda principalmente la quantità di servizi disponibili, i costi e la flessibilità nella gestione delle operazioni bancarie. Nel dettaglio si può affermare che:

  • il conto corrente tradizionale è un prodotto più completo, pensato per chi necessita di numerosi servizi come domiciliazioni, gestione di investimenti, carte aggiuntive, assegni, finanziamenti e un’ampia operatività quotidiana;
  • il conto base, invece, è un conto corrente semplificato che offre esclusivamente i servizi essenziali, come accredito dello stipendio o pensione, prelievi, bonifici e pagamenti con carta. È stato creato per garantire l’accesso ai servizi bancari fondamentali anche a chi cerca una soluzione economica e senza funzioni avanzate.

 

Mentre il conto corrente può avere costi variabili in base ai servizi scelti, il conto base bancario prevede condizioni più semplici e trasparenti, ad oggi in Italia lo potrebbero aprire gratis 7 milioni di potenziali aventi diritto, lo hanno solo in 180mila di persone. La scelta dipende quindi dalle proprie esigenze finanziarie e dal livello di operatività richiesto.

Quanto costa il conto di base?

Il costo del conto di base varia in base al profilo reddituale del correntista, poiché nasce per legge per garantire un accesso equo ai servizi bancari. Per la maggior parte dei correntisti, il conto prevede un canone annuo fisso e omnicomprensivo, che varia mediamente tra i 20 e i 40 euro all’anno, coprendo un numero predefinito di operazioni fondamentali (prelievi, bonifici, accredito stipendio).

Esistono tuttavia due importanti categorie di esenzione totale dai costi:

  • Fasce a basso reddito, per chi ha un ISEE inferiore a 11.600 euro, il canone annuo e l’imposta di bollo sono completamente gratuiti.
  • Pensionati, per i trattamenti pensionistici fino a 18.000 euro lordi all’anno, il canone è azzerato ed è incluso un pacchetto base di operatività.

 

Superate le soglie di operatività previste dal contratto, la banca applica le tariffe standard per i singoli servizi extra. Prima di aprire un conto di base è importante verificare il costo totale annuo, le commissioni aggiuntive e i servizi inclusi, confrontando le diverse offerte disponibili sul mercato.

Quali sono le criticità sulla diffusione del conto corrente di base in Italia

Stretta di mano durante incontro di lavoro in ufficioLa recente comunicazione della Banca d’Italia del 5 agosto 2026 ha riscontrato diverse criticità per quanto riguarda il numero di conti base aperti dai consumatori in istituti bancari, postali ed altri enti che offrono servizi di pagamento e che sono state individuate in:

  • mancato inserimento del conto di base all’interno del catalogo dei prodotti offerti;
  • incompletezza dei servizi essenziali che dovrebbero far parte di questa soluzione;
  • carenza nella normativa interna per spiegare alla clientela le caratteristiche conto di base;
  • mancanza di assistenza al consumatore e della documentazione di trasparenza;
  • poca conoscenza del conto corrente di base da parte del personale bancario o postale;
  • resistenza ingiustificata alle persone che vogliono aprire questo conto;
  • limiti nelle procedure informatiche a recepire i documenti utili per l’apertura del conto di base;
  • non si prospetta il conto corrente base ai soggetti vulnerabili che ne avrebbero diritto gratuitamente.

 

Ricordiamo che possono aprire nel nostro Paese il conto corrente di base anche i soggetti non residenti ma legalmente soggiornanti nell’Unione europea, quelli riconducibili genericamente a categorie considerate ad alto rischio di riciclaggio e coloro che vivono condizioni patrimoniali e finanziarie precarie.

Conto di base: i problemi riscontrati dai consumatori

Non solo Bankitalia: le problematiche evidenziate dal richiamo a banche, poste e altri operatori finanziari sono state anche vissute dall’esperienza dei consumatori che hanno trovato diversi ostacoli per l’apertura dei conti di base. Tra questi possiamo elencare:

  • rifiuti per l’apertura del conto base ottenuti senza spiegazioni;
  • la proposta di attivazione di conti con costi più elevati;
  • l’analisi delle condizioni finanziarie del cliente come ostacolo all’apertura e non per verificare il diritto gratuito ad averlo;
  • mancata apertura dei conti correnti di base per i non residenti in Italia e in Europa, comprese rifugiati, richiedenti asilo e senza fissa dimora.

 

Ricordiamo che gli operatori finanziari hanno l’obbligo di verificare le condizioni economiche del cliente per capire quale prodotto è più adatto alla sua situazione economica, dando informazioni su quelli alternativi che propongono gli stessi servizi base ma a differenti condizioni.

Apertura conti correnti di base: cosa chiede Bankitalia

La Banca d’Italia vuole garantire il rispetto delle normative nazionali e comunitarie per l’apertura dei conti base e si rivolge ad istituti bancati, Poste ed operatori finanziari, richiedendo una maggiore collaborazione attraverso:

  • l’applicazione di applicativi e sistemi informatici che consentano di supportare l’attivazione dei conti base senza problemi;
  • l’implementazione delle procedure che avvisano i consumatori della mancata apertura del conto corrente con le motivazioni del rifiuto;
  • l’opportunità di rivolgersi alla Banca d’Italia o all’Arbitro Bancario Finanziario per difendere i diritti dei clienti;
  • la creazione di un processo per verificare quali sono le altre difficoltà che non fanno aumentare il numero di nuovi conti base aperti;
  • l’adeguata pubblicità del prodotto nei locali destinati al pubblico ed online, siti ed applicazioni degli istituti;
  • la formazione degli addetti per dare le risposte corrette alle clientela su questo prodotto;
  • l’informazione sulle modalità di apertura, come ad esempio la chiusura del precedente con diverso contratto e IBAN e con possibili differenti funzionalità.

 

Inoltre, entro il 30 novembre 2026 questi istituti dovranno attivare la Compliance e l’Internal Audit che dovranno produrre relazioni interne per individuare carenze e soluzioni per favorire la creazione di nuovi conti correnti di base. Contatta Consumatore.it per ricevere l’assistenza dei nostri legali in caso di problemi con banche e poste sulla mancate e ingiustificata apertura dei conti di base.

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