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Credito al consumo: più tutele nel 2026 con la nuova Legge

Indice:

Aumentano le tutele per coloro che si rivolgono a banche e società finanziare per accedere al credito al consumo: dal novembre 2026 gli utenti saranno più protetti grazie alla Direttiva europea numero 225 del 2023 recepita in Italia il 20 dicembre scorso dal nostro Consiglio dei Ministri.

La nuova normativa punta ad avere una pubblicità più trasparente e a proteggere i consumatori con il recesso esteso a dodici mesi nei casi di prestiti e finanziamenti che non sono favorevoli per chi li ottiene, oltre a ricevere il riesame di una persona in carne e ossa se essi vengono consessi o negati tramite decisioni autonomizzate.

Queste nuove regole dovranno essere applicate a partire 20 novembre 2026 su prestiti personali, carte revolving, finanziamenti a rate o servizi BNPL, servizi che vengono utilizzati quando si acquista un prodotto che prevede un esborso abbastanza consistente oppure si attiva un piccolo credito online.

Spesso, gli strumenti appena citati vengono attivati in maniera molto rapida e senza grandi problemi, ma al momento del pagamento i consumatori possono rilevare brutte sorprese che rendono queste soluzioni meno convenienti per chi li riceve. Questa Legge ha l’obiettivo di evitare imprevisti che aggiungono costi ai consumatori.

contratti di credito al consumo

Quali sono le nuove regole per il credito al consumo

La nuova Legge europea sul credito al consumo porta importanti novità a vantaggio degli utenti che attivano strumenti che consentono di acquistare prodotti dal costo più o meno ingente grazie a banche e altre società di finanziamento. Le novità riguardano:

  • i piccoli prestiti con la formula BNPL, compra ora e paga dopo, che dovranno essere più trasparenti anche per importi relativamente bassi, al di sotto dei 200 euro ma fino a 100mila euro, a meno che siano prestiti senza interessi e spese per gli utenti, con pagamento entro cinquanta giorni, senza intervento di terzi o che prevedono piccoli pagamenti online entro quattordici giorni;
  • i finanziamenti erogati impiegando gli argomenti di sistemi autonomizzati o Intelligenza Artificiale, se negati gli utenti hanno il diritto di ricevere una spiegazione da un consulente umano basata sulla logica e sui dati forniti da un consulente fisico ed eventualmente contestare la decisione ottenendo un riesame della richiesta;
  • la valutazione sull’affidabilità finanziaria dei consumatori che vogliono ottenere un prestito deve essere il frutto di una valutazione approfondita e non effettuata tramite le informazioni ottenute consultando i social network o con l’utilizzo di dati sensibili come quelli su salute, orientamento sessuale, fede religiosa o opinioni politiche e appartenenza sindacale.

I consulenti finanziari devono concedere prestiti ed altri strumenti che consentono agli utenti che hanno necessità di credito, verificando la loro condizione economica per evitare che si sovraindebitino, attraverso delle analisi basate su dati verificati e aggiornati, garantendo così meno discriminazioni e maggiore correttezza.

La trasparenza ed il recesso sul credito al consumo

Gli strumenti di credito al consumo, con la nuova direttiva europea in materia, non potranno essere pubblicizzati come dei prodotti che garantiscono una vita migliore o sono un’alternativa valida al risparmio, ma dovranno riportare il monito che ottenere in prestito dei soldi ha un costo.

Inoltre, gli annunci che pubblicizzano prestiti e finanziamenti devono comunicare chiaramente le informazioni su interessi, durata e rate, indipendente dal mezzo utilizzato per fornire questi dati ai consumatori che vogliono attivarli.

Se le informazioni obbligatorie che concernono i prodotti di credito al consumo non vengono comunicate dalle banche agli utenti, questi ultimi possono recedere dal contratto che li lega con gli istituti finanziari. non entro i soliti quattordici giorni dall’attivazione, ma fino a un anno e 14 giorni al fine di annullarlo.

Infine, se il consumatore decide di rimborsare anticipatamente la somma erogata da una società finanziaria, egli avrà diritto alla riduzione dei costi residui e delle spese iniziali, ma non ad uno sconto sulle imposte e sui costi fissi verso terzi.

credito al consumo

La valutazione finanziaria per ottenere prestiti e finanziamenti: cosa cambia

Dal 20 novembre 2026, i professionisti di banche e società finanziarie dovranno muoversi in maniera ancor più scrupolosa rispetto al passato per decidere se concedere o meno denaro in prestito agli utenti che lo richiedono al fine di utilizzarlo per le loro necessità.

Infatti, i consulenti dovranno effettuare una corretta valutazione delle condizioni economiche e finanziare dei richiedenti,  concedendo il credito al consumo solo se l’eventuale restituzione del denaro non porti loro a dei rischi di sovraindebitamento.

Evitare che i finanziamenti non siano sostenibili in sede di rimborso per i consumatori non sarà l’unico obbligo per gli esperti del settore bancario, gli esperti del credito dovranno anche presentare il processo che ha portato all’esito positivo o negativo riguardo la concessione del denaro.

Inoltre, se si recede dall’acquisto a cui è collegato, il contratto di credito si scioglie in automatico senza l’applicazione di alcuna penale. Invece,  i pazienti che hanno superato con successo una malattia oncologica otterranno che i dati relativi alla diagnosi del tumore non vengano utilizzati per quindici anni sulle polizze assicurative che riguardano i prestiti.

La prevenzione del sovraindebitamento

Oltre ad un’analisi più accurata sul processo di concessione di prestiti e finanziamenti, i consumatori saranno tutelati dai consulenti in chiave prevenzione del sovraindebitamento quando la loro situazione economica diventa insostenibile in fase di rimborso del credito, consigliando di dirigersi verso una consulenza del debito.

Le novità previste dalla Direttiva europea sui contratti di credito al consumo saranno in vigore a partire dal 20 novembre 2026 con gli Stati membri che hanno un margine di modifica sulle prescrizione previste dalla normativa, soprattutto per quanto riguarda la figura dei consulenti del debito non ben definita.

Ricordiamo che in caso di problemi riguardo la concessione o la restituzioni del denaro con le banche e le società finanziarie, i consumatori possono percorrere anche le vie legali per far rispettare i propri diritti oppure risolvere le controversie tramite le procedure ADR.

Il nostro team di legali è al fianco degli utenti che richiedono tutele nei confronti di istituti finanziari in merito alla mancata concessione o all’erogazione di prestiti ed altri strumenti che consentono di ottenere un credito sostenibile tramite i procedimenti extragiudiziali o in tribunale quando non si riesce a trovare un accordo con le banche che risolva le loro difficoltà. Chiama il numero verde o compila il form per ricevere l’ausilio dei nostri professionisti in caso di problemi con il credito al consumo e continua a leggere i nostri contenuti per rimanere sempre aggiornati sui diritti dei consumatori e sulle nuove Leggi che li proteggono.

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