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Guida al Bonus Idrico 2026: a chi spetta e come ottenerlo

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I costi delle utenze sono in aumento anche per quest’estate a causa della scarsità della materia prima e delle tensioni geopolitiche. Il Bonus bollette di primavera ha dato ai consumatori a reddito basso sconti fino a 115 euro sul costo dell’elettricità ma non basta per contenere l’onda dei rincari. Però, anche il Bonus idrico cerca di intervenire per evitare di svuotare ulteriormente le tasche delle famiglie per pagare l’acqua domestica.

Infatti, quello che viene chiamato anche Bonus acqua è una misura che ha come obiettivo quello di aiutare gli utenti con ISEE basso a sostenere le spese per il consumo idrico di casa grazie ad uno sconto in bolletta gestito da ARERA e pari a 50 litri per abitante al giorno.

Questa misura si rivolge ai cittadini che vivono una condizione di svantaggio economico ed alle famiglie molto numerose e non è un nuovo aiuto, è presente dall’approvazione della Legge numero 266 del 23 dicembre 2005 e si rinnova annualmente senza il bisogno di provvedimenti che lo rinnovi.

I dati ufficiali prevedono importi agevolati che vanno da 146 a 205 euro annui in base al numero dei componenti della propria famiglia. Vediamo insieme a chi spetta questo beneficio e come richiedere il bonus sulla propria bolletta dell’acqua. I consulenti di Consumatore.it sono pronti ad aiutarti per sapere se rientri tra coloro che possono ottenere lo sconto e sulla convenienza dei contratti delle tue utenze domestiche.

Chi ha diritto al Bonus idrico?

Uomo preoccupato controlla bollette al tavoloIl Bonus acqua 2026 è un incentivo gestito dall’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente che serve a coprire parzialmente i costi legati al consumo idrico, di fognatura e depurazione dell’acqua. Questa agevolazione spetta a tutti i titolari del servizio acquedotto per uso domestico residente o condominiale con:

  • la fornitura intestata ad un componente del nucleo familiare ISEE, se l’intestazione dell’utenza è a nome di un altro soggetto esterno non si ha diritto all’agevolazione in bolletta, è il caso del proprietario che affitta la sua casa;
  • la tariffa dell’acqua deve essere ad uso domestico con fornitura attiva o in sospensione temporanea per morosità;
  • il servizio idrico condominiale deve essere attivo e l’acqua deve essere utilizzata nelle abitazioni;
  • l‘uso centralizzato del servizio idrico deve prevedere anche un utenza elettrica domestica attiva per ottenere lo sconto sull’acqua.

 

Le soglie ISEE, Indicatore della Situazione Economica Equivalente da non superare per ricevere il Bonus idrico sono 9.796 euro annui a nucleo familiare che aumenta fino a 20mila euro per le famiglie con almeno 4 o più figli a carico per aver in bolletta un bonus pari a 18,25 m³ annui a persona.

Come fare domanda per il Bonus idrico?

Banconote euro sotto acqua corrente da rubinettoPer ottenere il Bonus acqua non c’è bisogno di effettuare una richiesta in quanto lo sconto sull’utenza idrica domestica viene riconosciuta in automatico in bolletta. Però, i titolari di forniture di acque dirette devono presentare ogni anno la DSU, la Dichiarazione Sostitutiva Unica necessaria per ottenere l’attestazione ISEE.

In questo modo, ARERA può verificare i dati del nucleo familiare e la corrispondenza con l’utenza idrica attiva e a quel punto applicare direttamente lo sconto sulla bolletta intestata al componente che ha inviato la DSU all’INPS autonomamente o tramite un CAF o un Patronato.

La misura che consente di alleggerire la bolletta dell’acqua è valida per 12 mesi, ma rispetto ai Bonus luce e gas si può leggere sulla propria utenza solo dopo sei o sette mesi dall’ottenimento dell’ISEE. Molti Comuni mettono a disposizione dei loro cittadini il Bonus idrico integrativo, per modalità di erogazione e di richiesta bisogna far riferimento a quello che questi Enti comunicano sui loro canali ufficiali.

Le famiglie possono accedere anche se vivono in un condominio al Bonus idrico se rispettano i requisiti ISEE con un’utenza domestica elettrica attiva e lo sconto viene effettuato tramite bonifico, assegno o altra modalità tracciabile di pagamento con comunicazione del gestore del servizio tramite lettera cartacea, email o PEC che avverte l’intestatario dell’avvenuto versamento della somma che gli spetta.

Fonti:

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